Un detenuto, cittadino egiziano, di 19 anni, è morto per le esalazioni di monossido causate dall'incendio del proprio materasso nel carcere del Castello di Pordenone. Si tratta di un'azione deliberata: il ragazzo, che si trovava in una cella singola, poco prima delle 23 ha sbarrato l'ingresso con una sedia e ha appiccato il fuoco. Nonostante l'intervento degli agenti di polizia penitenziaria, il giovane è deceduto poco dopo l'arrivo del personale sanitario inviato dalla centrale operativa Sores Fvg. I vigili del fuoco hanno spento il rogo in pochi minuti, analizzando successivamente per tutta la notte la qualità dell'aria, per scongiurare rischi agli altri reclusi e al personale in servizio. Altri due detenuti, che occupavano celle situate nella medesima ala del penitenziario, hanno riportato una lieve intossicazione: sono stati trasportati precauzionalmente in Pronto soccorso e più tardi sono stati riaccompagnati nella Casa circondariale.
Il 19enne era stato arrestato il 30 luglio scorso dopo una violenta rissa avvenuta tra largo San Giorgio e l'autostazione, sempre a Pordenone. Lo scontro coinvolse una quindicina di persone straniere e degenerò con l'uso di bastoni; le forze dell'ordine intervennero dopo le segnalazioni dei residenti. Il giovane, già noto alle autorità e destinatario di un foglio di via dal Comune di Pordenone, aveva violato la misura degli arresti domiciliari e reagì con violenza all'identificazione da parte dei carabinieri. Fu dunque arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, denunciato per violazione del foglio di via e poi trasferito in carcere.