Era arrivata a Montese, in provincia di Modena, da poco più di un mese per raggiungere il marito quando lo avrebbe accoltellato mortalmente alla gola sull'uscio di casa. A due settimane dall'omicidio, la moglie del 31enne Daouda Sangaré è stata fermata perché gravemente indiziata di aver ucciso il saldatore africano all'alba del 2 agosto. La donna è stata arrestata e condotta in carcere, in attesa dell'interrogatorio di garanzia. Inizialmente si riteneva che Sangaré fosse stato ucciso da un altro uomo al culmine di una lite.
Chi era Sangaré: il lavoro, la moglie -
Daouda Sangaré, guineano ma cresciuto in Costa d'Avorio, si era trasferito sull'Appennino modenese da anni per lavorare. La moglie - ivoriana - lo aveva raggiunto solo in luglio. La sera prima il 31enne si era recato alla festa del paese. All'alba di domenica 2 agosto, l'uomo è stato rinvenuto deceduto in casa sua, nella centralissima via Righi, con un'evidente lesione al collo.