La vacanza diventa una spesa da pagare anche dopo il rientro per molti italiani. Hotel, trasporti e soggiorni sempre più cari diventano anche oggetto di finanziamento: pur di non rinunciare alle ferie, c'è chi sceglie di pagare il viaggio molto dopo essere tornato a casa. È la fotografia che emerge dai dati elaborati da Facile.it, aggiornati al 30 giugno 2026: nei primi sei mesi dell'anno sono stati erogati circa 225 milioni di euro in finanziamenti destinati a viaggi e vacanze.
Prestiti per le ferie in aumento rispetto al 2019 -
Il fenomeno resta minoritario, ma mostra una crescita significativa. Secondo Facile.it, tra l'1% e il 2% delle persone che chiedono un finanziamento si rivolge agli istituti di credito proprio per sostenere le spese legate a una vacanza. Il confronto con il periodo precedente alla pandemia è ancora più indicativo: la quota dei prestiti personali richiesti per finanziare viaggi e soggiorni è aumentata del 32% rispetto al 2019. Un dato che racconta quanto sia cambiato il rapporto degli italiani con le ferie dopo gli anni delle restrizioni. La voglia di tornare a viaggiare sembra essere rimasta forte, anche davanti a prezzi che rendono sempre più difficile affrontare l'intera spesa in un'unica soluzione.
Oltre 25 milioni di italiani in vacanza -
A confermare la forza della domanda è anche l'indagine realizzata dall'istituto di ricerca Emg per Facile.it: nell'estate 2026 saranno oltre 25 milioni gli italiani a concedersi almeno una vacanza. Il problema è il costo. Considerando esclusivamente trasporto e alloggio, la spesa media prevista è di 939 euro a persona. Una cifra che, soprattutto per le famiglie, può trasformarsi in un esborso rilevante quando si somma alle altre spese estive. È proprio la necessità di evitare un'unica uscita pesante dal bilancio domestico a spingere alcuni consumatori verso il credito.
Oltre 5 mila euro chiesti per finanziare un viaggio -
Nei primi sei mesi dell'anno, chi ha scelto di rivolgersi a una società di credito per finanziare una vacanza ha richiesto mediamente 5.239 euro. Il rimborso viene distribuito in media su 50 rate mensili da circa 128 euro. Una soluzione che rende apparentemente più gestibile la spesa immediata, ma che porta il costo della vacanza ben oltre la sua durata effettiva. La settimana al mare o il viaggio all'estero finiscono così per accompagnare il bilancio familiare per mesi, attraverso una rata che continua a essere pagata anche quando le fotografie delle ferie sono ormai finite nel rullino dello smartphone.
Dal prestito personale al "compra ora, paga dopo" -
Non ci sono soltanto i finanziamenti tradizionali. A cambiare le modalità con cui gli italiani sostengono le spese per le vacanze è anche il Buy Now, Pay Later, il sistema che consente di acquistare immediatamente e rimandare il pagamento, spesso suddividendolo in tre rate. Secondo una recente ricerca di Confcooperative, circa due italiani su dieci avrebbero utilizzato questa formula per finanziare le proprie ferie. La possibilità di attivare il pagamento dilazionato direttamente al momento dell'acquisto, spesso senza interessi nelle formule previste, rende questo strumento particolarmente immediato. Un meccanismo che può facilitare la gestione della spesa, ma anche favorire acquisti meno ponderati proprio perché il costo viene percepito come più leggero nell'immediato.
Una settimana costa in media 2.750 euro -
La fotografia delle vacanze 2026 mostra una spesa tutt'altro che trascurabile. Secondo la ricerca di Confcooperative, una famiglia spenderà mediamente 2.750 euro per una settimana, considerando pernottamento e colazione. Il dato è in aumento del 15% rispetto al 2025. Di fronte a cifre di questo tipo, non sorprende che una parte dei consumatori cerchi strumenti per diluire il pagamento. Ma il rovescio della medaglia è evidente: trasformare una spesa occasionale in una serie di impegni finanziari che proseguono per mesi.
C'è chi resta a casa per motivi economici -
Non tutti, però, riescono o vogliono ricorrere al credito. La stessa indagine stima in 8,9 milioni gli italiani che quest'estate non partiranno. Per più della metà di loro, la ragione è soprattutto economica. Un dato che restituisce l'altra faccia della corsa alle vacanze: mentre cresce il numero di chi è disposto a finanziare il viaggio pur di partire, resta consistente la platea di chi deve invece rinunciare alle ferie perché il bilancio familiare non lo permette.