"La mia speranza è quella di poter scontare la condanna a casa". Sono queste le parole di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour (Cuneo) che da quasi un mese si trova in carcere a Bollate per l'omicidio di due rapinatori dopo un furto nel suo negozio avvenuto nell'aprile 2021. Il 72enne, ricordiamo, è stato condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi.
Le speranze di Roggero -
Speranze confidate ai taccuini de La Verità, che hanno intervistato il gioielliere per tramite della moglie, Mariangela Sandrone, che sente ogni sera telefonicamente tra le 20 e le 21. Ai cronisti, Roggero, auspica di poter tornare a casa molto presto e poter scontare la propria pena tra le mura domestiche. "Ma certamente non mi permetto di sollecitare il Quirinale che farà quello che ritiene più giusto", aggiunge.
La vita in carcere -
Emerge, tra le righe, la questione della domanda di grazia già presentata dalla moglie. "Ho un profondo rispetto delle istituzioni e del presidente Sergio Mattarella", chiarisce Roggero, la cui richiesta di differimento della pena verrà discussa il prossimo 16 settembre dal tribunale di sorveglianza di Milano. Nel corso dell'intervista, poi, Roggero racconta le proprie giornate nel carcere: il lavoro in biblioteca e le letture impegnate ("Il mio avvocato mi ha consigliato Della certezza di Wittgenstein per capire meglio il mio caso, ma preferisco testi sul miglioramento personale"), la convivenza in cella con un ex cuoco con cui si alterna ai fornelli e il rapporto con gli altri detenuti, tra imprenditori e avvocati.
L'amicizia con Bossetti -
Il gioielliere parla poi dell'amicizia con Massimo Bossetti, in carcere con l'accusa di aver ucciso la giovane Yara Gambirasio: "È scattata subito e ceniamo spesso insieme". Poi un pensiero a quello che potrà succedere nei prossimi mesi: "Non chiedo l’assoluzione ma almeno i domiciliari. Ho visto che è stata approvata una legge che li prevede in certi casi specifici. Chiedo anche io un gesto di umanità".