Nuove limitazioni all'aeroporto di Catania a causa dell'attività eruttiva dell'Etna. Lo si legge sulla pagina Facebook dello scalo etneo: "A causa dell'attività eruttiva dell'Etna e contestuale emissione di cenere vulcanica in atmosfera, è stata disposta la chiusura degli spazi corrispondenti ai settori B1 e B2".
Limitazioni per gli arrivi -
Per questo motivo, fino alle 14 di lunedì 17 agosto, "sono limitate le attività di volo in arrivo pari a 5 aerei ogni ora". Nessuna restrizione, invece, per i voli in partenza. Come ormai consuetudine degli ultimi e tribolati giorni "i passeggeri sono pregati, prima di recarsi in aeroporto, di verificare lo stato del proprio volo con le compagnie aeree".
Risale l'allerta -
I primi allarmi erano scattati già nella serata di domenica 16 agosto, a poche ore di distanza dalla regolare riapertura dello scalo che aveva fatto ben sperare i viaggiatori dopo una settimana di passione. Nuove e intense attività esplosive erano infatti state segnalate dal cratere Voragine. "Il tremore vulcanico, che segnala l'energia presente nei condotti magmatici interni, è in risalita e staziona su valori molto alti", era stata l'allerta lanciata dalle autorità competenti in materia.
Nuova bocca effusiva -
L'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che lunedì matina è stata registrata "l'apertura di una bocca effusiva in Valle del Bove, a una quota compresa tra 2.200 e 2.350 m". Dalla bocca è stata prodotta una colata lavica. Sono in corso i rilievi sul campo da parte del personale Ingv-Oe, mentre prosegue l'emissione di cenere dal cratere della Voragine, con dispersione della cenere in direzione Sud Est. "Dal punto di vista sismico - dice l'Ingv - dopo l'incremento di ieri (domenica, 16 agosto ndr.) pomeriggio l'ampiezza media del tremore vulcanico ha raggiunto un valore massimo intorno alle 19:40 di ieri sera e successivamente, fino allo stato attuale, con deboli oscillazioni è leggermente diminuita, rimanendo sempre all'interno dell'intervallo dei valori alti. I centroidi delle sorgenti del tremore risultano localizzati nell'area del cratere Voragine, a una quota di circa 3.000 m sopra il livello del mare. Dal pomeriggio di ieri, l'attività infrasonica è stata parecchio variabile nei livelli basso e medio". Gli eventi infrasonici, di ampiezza da bassa a media - afferma l'Ingv - sono stati localizzati e sono tuttora prodotti principalmente dal cratere Voragine; in minima parte sono state localizzate sorgenti infrasoniche anche al Cratere di Nord-Est.