al MuMe di Messina

Furto al museo, rubate opere di Antonello da Messina | Direttrice: "Sconvolti, erano tra le opere più importanti"

Ladri sono riusciti a introdursi all'interno delle sale espositive del MuMe eludendo i sistemi di allarme e le protezioni di sicurezza. Il ministro Giuli: "Vicini alla città"

Clamoroso furto d'arte nella serata del 15 agosto al MuMe, Museo Regionale Interdisciplinare di Messina. Ladri sono riusciti a introdursi all'interno delle sale espositive, eludendo i sistemi di allarme e le protezioni di sicurezza e riuscendo a sottrarre dei capolavori attribuiti al maestro Antonello da Messina. La direttrice del museo Marisa Mercurio: "Sconvolti, erano tra le opere più importanti". Il sindaco Federico Basile: "Dolore per il furto avvenuto durante la processione della Vara". Il ministro Alessandro Giuli: "Vicini alla città". Il presidente della Regione Sicilia Renato Schifani: "Sfregio al patrimonio universale". La procura ha aperto un'inchiesta, indagini sul mercato nero dell'arte.

Il furto -

 I malviventi hanno agito con precisione, portando via tre tavole su cinque (due, recuperate su segnalazione di alcuni passanti, erano state abbandonate nella fuga sul muretto esterno del museo) appartenenti al celebre Polittico di San Gregorio e la tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà, estratta e asportata direttamente dall'interno di una teca blindata.

Il colpo sarebbe stato commesso da almeno tre persone a volto coperto, che avrebbero forzato l'ingresso secondario del museo. Sul posto sono immediatamente intervenute le forze di polizia insieme agli specialisti della Scientifica, che hanno avviato i rilievi tecnici per ricostruire la dinamica dell'effrazione e raccogliere elementi utili a identificare i responsabili. Gli investigatori hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza. Non viene esclusa la presenza di eventuali complici all'esterno del museo. La Direzione del MuMe ha disposto per la giornata di domenica 16 agosto la chiusura al pubblico.

Aperta un'inchiesta -

 Sul furto la procura ha aperto una inchiesta. Le indagini sono affidate alla polizia. Come confermato dagli investigatori nel museo c'erano diverse telecamere di sorveglianza e le opere erano custodite da un accurato sistema di allarme. Il museo si trova nel viale della Libertà, la struttura è sempre tutelata da un sistema di metronotte. Al momento gli investigatori stanno valutando diverse ipotesi, in particolare la pista del mercato nero dei ladri d'arte.

Per gli investigatori, infatti, chi ha rubato le opere di Antonello da Messina potrebbe avere agito su commissione di qualche mercante d'arte e si stanno facendo accertamenti per capire se il sistema di allarme era perfettamente funzionante. Un furto non semplice, spiegano gli inquirenti, perché si tratta di opere su tavola, dunque non avvolgibili.

Il ministro Giuli: "Vicini alla città" -

 "Apprendo con sconcerto e dispiacere del furto avvenuto al Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, dove sono state sottratte tre tavole del Polittico di San Gregorio e una tavoletta bifronte con Madonna e Cristo in pietà, attribuite ad Antonello da Messina e di straordinario valore per il nostro patrimonio culturale. Ho parlato con il sindaco di Messina, Federico Basile, al quale ho espresso la mia vicinanza alla città e all'intera comunità per quanto accaduto. Mi sono consultato subito con il Comando dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturali. Confido, come sempre, nell'operato delle forze di sicurezza, nel caso specifico della Polizia, cui sono affidate le indagini. Il Ministero della Cultura assicura la massima disponibilità a collaborare con le autorità regionali, nel cui ambito ricade la gestione dei musei dell'Isola, in ragione dell'autonomia speciale vigente". Lo dichiara il ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

La direttrice del MuMe: "Sconvolti, erano tra le opere più importanti" -

 "Siamo sconvolti per quello che è accaduto, erano due delle opere più importanti e note di Antonello da Messina. Una grande perdita per il museo, per la città, la comunità e il mondo dell'arte". Lo ha detto la direttrice del museo regionale di Messina Marisa Mercurio. "Ci sono indagini in corso da parte delle forze dell'ordine e speriamo riescano ad arrestare i responsabili. Il furto è avvenuto intorno alle 21.50. Purtroppo sono riusciti a eludere i sistemi d'allarme e tutti i sistemi di sicurezza".

Critico d'arte: "Non è solo furto di opere ma mutilazione materiale e simbolica" -

 "Rubare Antonello da Messina non significa soltanto sottrarre alcune opere alle sale di un museo, ma colpire uno dei luoghi più profondi della memoria culturale siciliana, perché esistono opere che cessano da tempo di appartenere esclusivamente alla storia dell'arte per diventare parte dell'identità di una città, di un territorio, di una civiltà". Lo dice il critico d'arte Giuseppe Carli.

"Il Polittico di San Gregorio appartiene precisamente a questa categoria: è una delle testimonianze più alte e solenni del rapporto fra Antonello e Messina, la sua città, e conserva dentro la propria materia pittorica non soltanto la grandezza di un maestro del Rinascimento, ma la complessità di quella Sicilia quattrocentesca che fu crocevia di culture, di commerci, di immagini e di linguaggi provenienti dal Mediterraneo e dall'Europa - aggiunge il critico d'arte - Antonello non è semplicemente un grande pittore italiano: è uno di quegli artisti rarissimi attraverso i quali la pittura cambia il proprio modo di guardare l'uomo e il mondo, perché nelle sue figure la luce non serve soltanto a descrivere le cose, ma sembra trasformarsi in pensiero, mentre il volto umano acquista una presenza psicologica, una dignità e una profondità che appartengono già, in qualche modo, alla modernità".

Per Carli, "le tavole sottratte non possono essere considerate soltanto oggetti antichi, per quanto preziosi: sono documenti irripetibili della nostra civiltà, superfici sulle quali quasi sei secoli di storia hanno depositato devozione, cultura, memoria e identità e nel caso del Polittico di San Gregorio il gesto appare ancora più doloroso, perché sottrarre tre tavole significa interrompere l'unità di un organismo concepito per vivere attraverso il rapporto reciproco delle sue parti; non è soltanto una sottrazione, dunque, ma una vera mutilazione, materiale e simbolica".

Il sindaco di Messina: "Dolore per il furto" -

 Il Comune di Messina esprime "profonda preoccupazione e sconcerto per il grave furto d'arte avvenuto nella serata di Ferragosto all'interno del Museo Accascina, dove ignoti si sono introdotti nelle sale espositive riuscendo a sottrarre quattro preziose opere attribuite ad Antonello da Messina". "L'incursione assume un significato particolarmente grave anche per il momento in cui è stata compiuta - sottolinea il Comune - I malviventi hanno agito proprio nelle ore in cui" c'era "la tradizionale Processione della Vara".

Per il sindaco Federico Basile "quello che è accaduto è un fatto gravissimo e profondamente riprovevole ed ancora più doloroso constatare che un atto criminale di questa gravità sia stato compiuto proprio nell'ora in cui la Vara aveva appena concluso il suo percorso a piazza Duomo, al termine di una giornata che quest'anno la città ha vissuto nel segno del rispetto, della memoria e del dolore per le vittime del crollo di Pistunina, per le giovani vite perdute negli incidenti stradali che hanno segnato questo 2026 e, più in generale, per tutte le vittime e per chi ha perso la vita troppo presto".

"La Vara rappresenta una delle espressioni più profonde dell'identità di Messina - prosegue il sindaco - e Antonello da Messina ne rappresenta un altro elemento identitario altrettanto forte e riconosciuto nel mondo. Sottrarre alla città opere di questo valore significa colpire non soltanto il patrimonio artistico, ma la memoria, la cultura e l'identità stessa della comunità messinese".

"È un gesto che condanniamo con assoluta fermezza. Antonello è Messina e Messina è anche Antonello - conclude Basile -. Queste opere appartengono alla storia della nostra città e rappresentano un patrimonio che non può essere disperso. Ci auguriamo che il lavoro degli investigatori consenta di riportarle presto al loro posto e che venga fatta piena luce su quanto accaduto".

Assessore regionale: "Ferita gravissima per la Sicilia" -

 "Il furto rappresenta un fatto di estrema gravità e una ferita profonda inferta al patrimonio culturale della nostra città e dell'intera Sicilia. Quanto accaduto suscita sconcerto e indignazione, soprattutto per il valore storico e identitario delle opere sottratte". Lo dice Elvira Amata, assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo. "Da messinese avverto ancora più forte il peso di quanto è accaduto - aggiunge. - Il Museo Accascina custodisce una parte fondamentale della storia e dell'identità di Messina e rappresenta uno dei luoghi culturali più importanti della città, oltre che un punto di riferimento significativo per la sua attrattività turistica. Colpire un patrimonio di tale valore significa colpire Messina, la sua memoria e la sua immagine. Esprimo piena fiducia nel lavoro delle forze dell'ordine e degli investigatori, con l'auspicio che le opere possano essere recuperate al più presto e che vengano individuati i responsabili di un gesto così grave. In queste ore il pensiero va anche a quanti lavorano quotidianamente per custodire, valorizzare e rendere fruibile un patrimonio che appartiene a tutti noi".

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