dall'Africa

Caso Ranucci, parla l'intermediario di Lavitola, Gomes Tavares: "Non merito il carcere"

Il camerunense, in un'intervista a La Repubblica: "Non voglio dire quando tornerò in Italia, non ho paura di essere arrestato"

© Ansa | Tavares, Ranucci e Lavitola

© Ansa| Tavares, Ranucci e Lavitola

Non si sbilancia Gomes Clesio Tavares, l'intermediario tra Valter Lavitola e il commando che ha piazzato una bomba sotto casa di Sigfrido Ranucci il 16 ottobre 2025: intervistato da La Repubblica, quello che per l'ex direttore dell'Avanti! è "come un figlio" parla poco e niente, non vuole dare dettagli su dove si trova (resta vago con un "sono in Africa") e su quando tornerà in Italia. Rientrerà, però - ed è lo stesso camerunense a darlo per certo -, "non ho paura di tornare anche se mi arrestano". "Di questa storia", comunque, "non voglio dire nulla". 

Decisione presa, afferma, su consiglio del suo avvocato: anche di lui non vuole parlare, né rivelarne l'identità. Da Tavares arriva una piccola apertura soltanto quando il giornalista gli fa presente che il faccendiere, confessando, gli avrebbe dato la colpa di essersi fatto prendere la mano: "Non ci credo. Il legame con Lavitola va oltre il lavoro. Siamo sempre stati insieme. Perché mi devo arrabbiare con lui? Non mi ha mai fatto male". E poi aggiunge: "Io non ho fatto qualcosa per cui merito di andare in carcere. Ho fiducia nella giustizia".

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