Resta in carcere uno dei due fratelli Orsino, Domenico, fermati negli scorsi giorni per il decesso di Antonio Perrotta, il 34enne addetto alla sicurezza morto dopo aver subito un pestaggio nella notte tra l'8 e il 9 agosto fuori a una discoteca di Sangineto, in provincia di Cosenza. Torna invece in libertà Umberto, il maggiore dei due, secondo quanto deciso dal gip del Tribunale di Paola, Maria Grazia Elia. Cambia anche l'accusa a loro carico: da omicidio volontario a omicidio preterintenzionale.
Per il gip è insussistente il quadro di gravità indiziaria del fratello maggiore Umberto. Ciononostante, il fermo è stato convalidato perché dagli atti non sono emersi elementi concreti in grado di dimostrare un effettivo pericolo di fuga: il gip non ha ritenuto sufficiente né l'allontanamento dei due fratelli dal luogo in cui si erano verificati i fatti né la prenotazione di un volo per il Lussemburgo fissato al 17 agosto. L'acquisto del biglietto aereo, infatti, era stato effettuato il 1° agosto, quindi diversi giorni prima del pestaggio che poi ha portato alla morte di Antonio Perrotta. Non c'è prova che i due "abbiano provato ad anticipare la data di partenza dall'Italia", ha affermato il gip.