
Incendio sul Monte Goi a Como: 50 sfollati nella notte | Due canadair e oltre cento vigili del fuoco al lavoro
I residenti sono stati allontanati più che per il timore del fuoco per la pessima qualità dell'aria, densa e irrespirabile

Sotto controllo dopo 30 ore il vasto incendio divampato in una grande area boschiva alle pendici del Monte Goi, un'altura di circa 460 metri di altitudine alle porte di Como, nel parco regionale della Spina Verde. Al contenimento delle fiamme, arrivatea ridosso delle abitazioni, hanno lavorato circa 180 vigili del fuoco provenienti da diversi comandi provinciali lombardi, ma anche da Liguria e Piemonte. Oltre che dal personale della protezione civile, i pompieri sono stati aiutati da due elicotteri del servizio antincendio, al lavoro dal giorno prima, e da due Canadair alzatisi in volo in mattinata, uno in arrivo da Olbia. Per tutta la giornata hanno fatto la spola tra il Monte Goj e le acque del primo bacino del lago, di fronte al centro città, per rifornirsi d'acqua. Nel corso della notte di giovedì una cinquantina di residenti sono stati costretti ad abbandonare le proprie case, quando ormai sembrava che le fiamme sarebbero penetrate nei quartieri, mentre i soccorritori chiudevano strade e collegamenti al traffico delle auto, reso in qualche momento ancora più intenso dalla quantità di curiosi usciti di casa per fotografare l'impressionante parete di fuoco che incombeva sul capoluogo. L'allerta resta comunque altissima - tanto che gli sfollati non sono ancora rientrati - e non solo per la possibilità che qualche focolaio possa riattivarsi; a preoccupare sono le condizioni del vento.
Incendio a Como: 50 sfollati -
Sono circa 50 i residenti evacuati nella notte dai quartieri interessati dal vasto incendio che ha colpito l'area boschiva del Monte Goj. Le famiglie sfollate sono state affidate all'assistenza del Comitato di Como della Croce rossa e della Protezione civile. L'evacuazione è stata disposta per precauzione, più che per il timore del fuoco per la pessima qualità dell'aria, densa e irrespirabile.
Preoccupa il vento -
Preoccupano soprattutto le potenziali conseguenze del vento, comunque meno forte rispetto alla serata di giovedì 13 agosto quando cenere, foglie e parecchio materiale combusto era stato trasportato non solo in centro città ma anche verso i Comuni di Cernobbio e Moltrasio, sulle sponde del lago. Proprio sul lago, per favorire le operazioni di carico dei canadair, sono stati organizzati presidi di controllo allo scopo di limitare la navigazione da diporto sulle acque del primo bacino.
Sul posto 130 vigili del fuoco -
La situazione, dopo che nella notte di giovedì è stato ulteriormente potenziato il dispositivo di soccorso, sembrerebbe in lieve miglioramento. Oltre ai rinforzi provenienti dagli altri comandi dei vigili del fuoco della Lombardia, sono giunte a Como squadre provenienti da Liguria, Veneto ed Emilia-Romagna per un totale di 180 pompieri operativi.
Il ministro: "Raccomando la massima prudenza" -
In queste ore su Facebook anche le parole del ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli. "Sto seguendo con apprensione quanto sta accadendo a Como in queste ultime ore: uno spaventoso incendio è divampato sul Monte Goi travolgendo bosco e vegetazione e minacciando persone ed edifici che si trovano nella zona e in particolare alcune Persone per questa notte purtroppo hanno dovuto lasciare la propria casa. Voglio ringraziare i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile, la Colonna Mobile Regionale e il supporto che stanno dando tutte le squadre da Cremona, Sondrio, Mantova, Milano, Lodi, Varese e Lecco, gli elicotteri, i molti volontari e tutti coloro che a vario titolo si stanno prodigando nelle operazioni di spegnimento e di soccorso. Raccomando la massima prudenza a chi si dovesse trovare nei dintorni".