MELONI: "AVANTI CON I RIMPATRI"

Migranti, Roma a Berlino: "Non accetteremo i migranti dublinanti" | Piantedosi: "Via lo stop a Schengen solo con la fine totale dei rischi"

Il riferimento specifico sarebbe legato a tre casi di espulsione antecedenti il 12 giugno 2026. Il ministro dell'Interno: "La nostra scelta dopo quanto accaduto a Ceuta è pienamente dentro il diritto europeo"

Il Viminale ha inviato una comunicazione formale al governo tedesco in cui spiega che non accetterà dalla Germania il rientro dei "dublinanti", ossia dei migranti transitati in Italia come primo luogo di approdo. Il riferimento specifico sarebbe legato a tre casi di espulsione antecedenti il 12 giugno 2026, quando è entrato in vigore il nuovo Patto sui migranti. Per Roma, quei tre casi fanno tutti parte della "sanatoria dei dublinanti", in virtù di un accordo siglato con la Germania a dicembre 2025. È inoltre fatto stato fatto cenno al meccanismo di compensazione", che tiene conto dei migranti sbarcati in Italia con navi di Ong tedesche.

L'altro braccio di ferro -

 Non solo Berlino. Roma ha in corso un altro "braccio di ferro" sui migranti, quello con la Spagna. Nessuna "speculazione politica" contro Madrid, ma solo "sicurezza nazionale", ha affermato il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, intervenuto in commissione Schengen in merito al tema del ripristino dei controlli alle frontiere tra Italia e Spagna. "Quello che ha scelto di fare il governo è pienamente nel diritto europeo", ha spiegato. Sull'argomento è intervenuta anche la premier Giorgia Meloni sui social: "Difesa dei confini, sicurezza, rispetto delle regole: proseguiremo dritti su questa strada".

Il piano resta -

 "Il caso di Ceuta non è una speculazione politica contro la Spagna. Non è questa la logica che muove questo governo, il cui unico obiettivo è la tutela della sicurezza nazionale". Piantedosi ha iniziato così l'audizione in commissione Schengen, ribadendo che il piano dell'Italia andrà avanti come previsto, senza alcun cambiamento. "È per questo che stiamo attentamente monitorando l'evolversi della situazione e, come già preannunciato dal governo, la decisione di sospendere l'applicazione dell'Accordo di Schengen non sarà rivista prima del 15 agosto, e comunque solo dopo che saranno completamente esclusi rischi di sicurezza per l'Italia", ha evidenziato.

"Siamo pienamente nel diritto" -

 Negli scorsi giorni la Spagna è tornata ad attaccare l'Italia. Albares, ministro degli Esteri del Paese iberico, ha accusato il governo Meloni di avere sospeso Schengen per "esigenze elettorali" e "interessi di parte". E poi ha puntato il dito contro la gestione italiana dei flussi. Piantedosi ha respinto le accuse dichiarando che "quel che ha scelto di fare il governo è pienamente dentro il diritto europeo". Il ministro dell'Interno ha poi continuato: "Lo hanno fatto e continuano a farlo altri Stati europei, anche nei confronti dell'Italia. Non mi risulta che in quelle circostanze siano state espresse perplessità o richieste di approfondimento. Mentre l'iniziativa dell'Italia si fonda su solide basi oggettive e l'attività di controllo, la sospensione operata dalle autorità di Madrid nei nostri confronti corrisponde, per loro ammissione, a una logica sostanzialmente ritorsiva".

Gli altri casi -

 Sul fatto che anche altri Stati europei applicano le sospensioni a Schengen, Piantedosi ha fatto leva sulla Germania: "Anche loro, dopo una serie di chiusure parziali solo per determinate frontiere, a partire dal 2025 hanno esteso i controlli sistematicamente a tutti Paesi confinanti". Il titolare del Viminale non si è dimenticato della Spagna stessa, dichiarando che "vi ha fatto ricorso 19 volte a partire dal 2009, così come alcuni altri Paesi hanno fatto nei confronti dell'Italia o di altri partner". Tra questi la Francia, che "dal lontano 2015, cioè da 11 anni, mantiene chiuse le frontiere con Italia, Belgio, Lussemburgo, Germania, Svizzera e con la stessa Spagna", ha aggiunto Piantedosi.

I dati sui controlli alle frontiere -

 Infine, il ministro dell'Interno ha diffuso alcuni dati: "Dal ripristino dei controlli alle frontiere con la Spagna, abbiamo effettuato tre arresti e respinto, in quanto illegali, 21 cittadini di Paesi terzi, di cui sei marocchini". Queste invece le sue parole sugli sbarchi: "Dall'inizio dell'anno, gli sbarchi in Italia sono calati del 55% rispetto al 2025 e, se raffrontiamo gli sbarchi dei primi sette mesi del 2023, l'inizio della legislatura, con lo stesso periodo di quest'anno, i numeri crollano dell'82%. Nel 2026, in sostanza, sono sbarcate circa 17mila persone, cioè a dire b di quelle giunte a Ceuta in due giorni".

Meloni: "Proseguiremo dritti su questa strada" -

 "Continuano le operazioni di espulsione per gli immigrati irregolari sul suolo italiano. Difesa dei confini, sicurezza, rispetto delle regole: proseguiremo dritti su questa strada". Così la premier Giorgia Meloni, su Facebook, torna sul tema nei giorni dello scontro tra Italia e Spagna. Nel post, la premier ha pubblicato le immagini di alcuni migranti che salgono in aereo scortati dalle forze di polizia.

Ti potrebbe interessare