Gli sviluppi post interrogatorio

Picchiato a morte a Cervia, "minore si vantava di avere ucciso un tossico"

Non avrebbe avuto paura delle conseguenze delle sue azioni uno dei fermati per l'omicidio di Nicola Musiani. Questo almeno è quanto emerso nell'interrogatorio di convalida di due dei quattro fermati

© Ansa

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"Ho picchiato e ucciso un tossico". Si sarebbe vantato così il minore fermato per l'omicidio di Nicola Musiani, picchiato a morte su un piazzale a Pinarella di Cervia. Almeno stando a quanto affermano due degli altri ragazzi in stato di fermo per il fatto. Secondo quanto trapelato dall’interrogatorio di convalida, il sedicenne non avrebbe inoltre mostrato alcuna paura o pentimento per quanto accaduto. Avrebbe anzi continuato a mantenere un atteggiamento strafottente, certo che il non avere ancora diciotto anni gli avrebbe garantito una qualche forma di impunità. In caso contrario, sempre secondo quanto emerso nell'udienza di convalida, il sedicenne sarebbe stato tuttavia pronto a incolpare qualcun altro per la sua condotta.

La ricostruzione dei due ragazzi -

  Secondo le ricostruzioni, il minore avrebbe avuto una prima discussione con la vittima verso le 23.30 del 18 luglio, con il ragazzo che sarebbe tornato poi a regolare i conti verso le 4 del mattino all'uscita da una discoteca in compagnia di altri amici. I due accusati dell'omicidio in concorso aggravato dai futili motivi si direbbero poi certi di essere stati tirati dentro dal sedicenne, che avrebbe fatto i loro nomi ai carabinieri. Questo nonostante il minore non sia mai stato ascoltato o avvisato o perquisito dato che, proprio in ragione dell'età, la competenza su di lui spetta alla Procura dei minorenni di Bologna.

Il presunto coltello -

 Proprio la paura di venire incolpati ingiustamente avrebbe spinto i due fermati a fuggire in Marocco nel giorno dell'omicidio, salvo poi tornare in Italia il 6 agosto. Entrambi i giovani avrebbero infine affermato che Musiani quella notte fosse stato armato di coltello. Addirittura due dei ragazzi con loro quella sera sarebbero stati stando al loro racconto feriti con la punta della lama a un ginocchio e alle dita di una mano. L'arma, raccolta da uno dei membri del gruppo, sarebbe tuttavia stato gettata in strada in un secondo momento.

Spunta un terzo filmato -

 È emersa, intanto, l'esistenza di un terzo filmato circa l'inizio dell'aggressione della notte tra 18 e 19 luglio a Pinarella di Cervia, sul litorale ravennate, costata la vita al 53enne Nicola Musiani, nato a Bologna e deceduto il 22 luglio successivo all'ospedale 'Bufalini' di Cesena.

Nelle mani dei carabinieri c'erano già un video di una dash cam di un camion sempre sulla prima parte del pestaggio. E un video di cellulare circa i danni patiti dal camper vicino a quello dove viveva Musiani. Il nuovo filmato - come riferito da Il Resto del Carlino - è stato girato da una ragazza con il proprio cellulare all'interno della sua auto e mostra l'avvio del pestaggio letale per il quale il pm Angela Scorza - sulla base delle verifiche dei carabinieri del nucleo Investigativo di Ravenna - ha disposto il fermo di quattro giovani tra i 19 e i 23 anni del Forlivese, per omicidio in concorso aggravato dai futili motivi. Gli inquirenti cercano un quinto maggiorenne.

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