Fino alle 2 del 15 agosto

Etna, ancora sospesi tutti i voli all'aeroporto di Catania | Consumatori: "Rincari sospetti su costi autonoleggio"

La cenere blocca ancora Fontanarossa, danni calcolati per il turismo fino a 24 milioni di euro. Il Codacons denuncia un rischio speculazione a danno dei viaggiatori

Stop dei voli fino alle 2 di notte di sabato 15 agosto all'aeroporto di Catania a causa dell'attività eruttiva dell'Etna. La Sac, che gestisce lo scalo siciliano, ha comunicato la chiusura degli spazi aerei del settore B3 e, inoltre, "l’estensione della chiusura del settore C1, con conseguente sospensione degli arrivi" fino, appunto, "alle ore 02:00 del 15 agosto".

Assoesercenti: "Danni per il turismo fino a 24 milioni" -

 È il quarto giorno di sospensione dei voli a Fontanarossa in questa settimana in cui l'Etna è in eruzione. Assoesercenti prova a fare una prima stima dei danni per il turismo: "Potrebbe collocarsi indicativamente tra 12,8 e 24 milioni di euro".

Codacons: "Rincari sospetti su autonoleggio" -

 All'aeroporto di Catania c'è sempre chi spera di poter partire, ma in tanti cercano vie alternative. E una di queste è noleggiare un'auto. E, a questo proposito, con un esposto che sarà presentato all'Antitrust, il Codacons denuncia rincari sospetti nel settore dell'autonoleggio all'aeroporto di Catania: "Chi oggi attraverso i motori di ricerca specializzati prova a prenotare per poche ore una vettura presso le agenzie che operano allo scalo Fontanarossa, per raggiungere in auto gli altri scali della Sicilia, deve affrontare tariffe proibitive", denuncia l'associazione di consumatori.

"Tariffe estremamente più elevate" -

 "Ipotizzando un noleggio dalle ore 13 alle ore 17, tempo utile per spostarsi presso gli altri scali siciliani, il prezzo più economico riconsegnando la vettura all'aeroporto di Palermo è di 141 euro, spesa che sale a 181 euro se si lascia l'auto allo scalo di Trapani e raggiunge i 337 euro se si sceglie l'aeroporto di Comiso come punto di riconsegna. Tariffe che risultano estremamente più elevate rispetto a quelle praticate in altri periodi", spiega il Codacons.

Il Codacons ha provato infatti a prenotare la stessa autovettura per le stesse mete per la data di giovedì 27 agosto: la spesa parte da 91 euro se si noleggia l'auto all'aeroporto di Catania e la si riconsegna a quello di Palermo, 107 euro allo scalo di Trapani, appena 87 euro lasciando la vettura a Comiso. Questo significa che chi ora ricorre all'auto a noleggio per raggiungere da Fontanarossa l'aeroporto di Comiso spende fino al 287% in più, un rincaro su cui ora dovrà fare luce l'Antitrust. Il Codacons ha deciso di presentare l'esposto all'Autorità per la concorrenza chiedendo di aprire una indagine sulle tariffe, accertando la possibile esistenza di fenomeni speculativi a danno degli utenti

Sac: "L'emergenza più severa degli ultimi 20 anni" -

 Le cifre parlano da sole: dall'8 all'11 agosto sono saltati all'aeroporto di Catania, tra mancati arrivi e partenze e cancellazioni, circa 700 voli. Ne sono stati cancellati circa 450 in partenza, secondo il sito della Sac, fino al 12 agosto. I voli riprogrammati in altri scali sono oltre 400: tra questi, più di cento sono stati dirottati dall'inizio dell'emergenza su Comiso, una cinquantina, nella sola giornata del 12, su Palermo, e altri 22 voli su Trapani. Alcuni voli sono stati assegnati anche allo scalo calabrese di Lamezia Terme. Decine di migliaia di passeggeri sono rimasti a terra. A rendere la situazione ancora più complicata è stata il blocco dei voli, per "contaminazione" di cenere vulcanica, anche dell'aeroporto di Comiso, che poi è tornato pienamente operativo.

"I dati confermano la portata eccezionale dell'emergenza, la più severa degli ultimi 20 anni in termini di impatto sull'infrastruttura aeroportuale, ma anche la capacità del sistema di attivare soluzioni alternative e gestire, attraverso il coordinamento tra gli scali siciliani, una parte significativa dei voli interessati", ha specificato la Sac.

"A essere fuori posto è l'aeroporto, non il vulcano" -

 A essere "fuori posto", afferma il ministro della Protezione civile Nello Musumeci, non è "il vulcano, ma l'aeroporto. Si ripropone un problema che la Sicilia conosce da tempo". Parole che infiammano la polemica politica. Il governatore Renato Schifani sottolinea che "la Regione, pur non avendo prerogative sulla gestione del traffico aereo, sta collaborando con le società con collegamenti straordinari e attivando la Protezione civile". E la Sac? È il momento di lavorare insieme, si sottolinea dalla società, per supportare le compagnie ad assicurare la massima continuità possibile dei collegamenti e l'assistenza ai passeggeri.

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