LA CONFESSIONE SULLA MALATTIA

Vinicio Marchioni racconta il tumore alle ossa: "Ora è in remissione"

L'attore rivela di aver scoperto la malattia mentre lavorava a teatro: "Tra operazione, fisioterapia e cure cercavo un nuovo equilibrio nel mio corpo"

© Ansa

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Vinicio Marchioni, 51 anni, ha raccontato di aver affrontato un tumore alle ossa, scoperto durante uno dei periodi più intensi della sua carriera teatrale. Oggi la malattia è in remissione, ma quell'esperienza ha cambiato profondamente il suo rapporto con il corpo e con il mestiere di attore. Marchioni ne ha parlato in un'intervista a Repubblica, in occasione dell'uscita del suo libro "Le vite in atto".

La scoperta del tumore durante il lavoro a teatro -

 La diagnosi arrivò mentre Marchioni lavorava con il regista Antonio Latella a "Un tram che si chiama Desiderio", nel quale interpretava Stanley Kowalski, personaggio dalla fisicità dominante e dalla mascolinità violenta.

"Fortunatamente è rientrato, è stato curato", racconta l'attore. Proprio mentre doveva costruire sul palco il corpo potente di Stanley, nella vita privata era costretto a confrontarsi con il proprio: "Tra l'operazione, la fisioterapia e le cure, mentre cercavo di costruire il corpo di Stanley, mi ritrovavo a fare i conti con il mio". Il contrasto era forte: il personaggio era guidato da una grande potenza fisica, mentre Marchioni cercava un nuovo equilibrio nel proprio corpo.

"Non mi è mai piaciuto mettere in piazza le sofferenze" -

 Marchioni spiega anche perché abbia mantenuto a lungo privata la malattia. "Non mi è mai piaciuto mettere in piazza le sofferenze", dice. Ha cercato piuttosto di viverla quasi come l'incontro con un altro personaggio, "qualcosa che entrava dentro di me e con cui dovevo convivere".

Anche il lavoro è diventato uno strumento per attraversare quel periodo: "Questo mestiere è un motore straordinario: ti dà motivazioni". Intanto la sua vita continuava: il cinema stava andando bene, era alle prese con uno dei ruoli teatrali più importanti della carriera e in quegli anni sono nati anche i suoi figli. "Avevo intorno una vita pienissima. Non potevo fermarmi".

La balbuzie e il rapporto con il corpo -

 In "Le vite in atto" Marchioni ripercorre sette personaggi importanti della sua carriera, raccontando quanto la recitazione passi attraverso il corpo. Una consapevolezza diventata ancora più forte dopo la malattia.

L'attore torna anche sulla balbuzie e sulle difficoltà dell'adolescenza. La necessità di evitare determinate sillabe, trovare sinonimi e costruire frasi diverse lo ha portato a interrogarsi sul linguaggio: "Parlare è un miracolo, tanto quanto la vita".

Accanto a lui c'è Milena Mancini, con cui condivide vita e famiglia. Di quegli anni Marchioni conserva una frase di Čechov: "Domani mattina il sole sorgerà comunque". E aggiunge: "Io quel sole volevo continuare a vederlo".

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