mondo

Perle lascia ruolo da consigliere

Usa, era collaboratore di Rumsfeld

Richard Perle, consigliere del segretario alla Difesa Donald Rumsfeld, ha rassegnato le sue dimissioni. La notizia è giunta da fonti del Pentagono. E' probabile che la decisione di Perle sia legata alle polemiche lanciate di recente dalla stampa Usa, che ha accusato il consigliere di conflitto di interessi: una delle sue società commerciali avrebbe, infatti, rapporti con il Pentagono.

Il politico era entrato nel mirino della stampa per "conflitto di interessi" perché consulente anche di una grossa azienda con interessi in commesse militari. In una lettera al segretario alla difesa Donald Rumsfeld Perle scrive: "Poiché non posso facilmente né rapidamente smentire le critiche nei mie confronti basate su errate valutazioni sulle mie attività, il minimo che io possa fare in queste circostanze è di chiederti di accettare le mie dimissioni come presidente del Defence Policy Board".

L'accusa sarebbe di aver ricevuto una sostanziosa parcella di 725.000 dollari dalla Global Crossing, un'azienda di telecomunicazioni in liquidazione fallimentare. L'azienda aveva trovato degli investitori giapponesi interessati a rilevarla per cercare di salvarsi dalla bancarotta. Il Pentagono, però, aveva posto il veto all'operazione. In questo modo il know how strategico dell'azienda sarebbe potuto finire nelle mani della Cina. La Global Crossing, infatti, produce anche cavi e fibre ottiche per scopi militari. Ed è stato proprio per ammorbidire questa posizione che Perle è stato chiamato come consulente.

Quando un deputato della Commissione Giustizia ha chiesto un'indagine del comitato etico sul conflitto di interessi, lo scandalo è venuto alla luce.