in controtendenza

Tra Tagesmutter e servizi, a Bolzano le famiglie non sono mai sole (nemmeno a Ferragosto)

Asili, aiuti economici e un calendario di attività per l'infanzia che copre anche le vacanze: così il capoluogo altoatesino sembra vivere su un altro pianeta rispetto all’Italia che fa sempre meno figli

© Istockphoto

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Mentre in Italia le culle continuano a svuotarsi, c’è un territorio che sembra andare in controtendenza. È Bolzano e l’Alto Adige, dove il tasso di fecondità arriva a circa 1,55 figli per donna, contro l’1,14 della media nazionale. Una differenza significativa, fatta da fattori culturali ed economici e, soprattutto, da un sistema di servizi costruito intorno alle famiglie. Lo racconta la Repubblica.

Le "mamme a domicilio" - Circa il 40% dei bambini fino ai tre anni ha accesso a un posto negli asili o viene seguito da servizi di assistenza domiciliare. Tra i punti di forza del modello altoatesino ci sono le Tagesmutter, una formula di assistenza familiare che offre un’alternativa al nido tradizionale. Sono educatrici che accolgono nella propria abitazione piccoli gruppi di bambini, fino a cinque, creando un servizio più flessibile e vicino alle esigenze delle famiglie. In Alto Adige rappresentano una parte importante della rete per la prima infanzia, soprattutto per chi ha bisogno di orari o soluzioni diverse da quelle offerte dagli asili. Non sostituiscono il nido, ma ampliano le possibilità di scelta: un tassello di quel sistema di servizi che rende più semplice per i genitori conciliare lavoro e figli.

L'estate programmata - Cosa succede quando la scuola chiude e i genitori lavorano? A Bolzano l'estate viene programmata con mesi di anticipo. Il Comune pubblica già a febbraio un calendario delle attività disponibili durante le vacanze: sport, lingue, danza, arrampicata, laboratori creativi e settimane di gioco organizzate insieme a circa cinquanta associazioni. L'obiettivo è garantire una copertura fino a settembre e offrire soluzioni per diverse fasce d'età. Le attività sono a pagamento, ma il principio è quello di evitare che la chiusura delle scuole si trasformi automaticamente in un problema familiare. Un tema particolarmente importante in un Paese dove le vacanze estive dei bambini possono durare molto più a lungo delle ferie disponibili per i genitori.

Un sostegno anche economico - Le politiche provinciali per le famiglie valgono circa 200 milioni di euro all'anno. Una cifra che comprende misure economiche e servizi e che racconta un modello nel quale la natalità viene considerata anche una questione di welfare. A Bolzano il sostegno alla genitorialità parte dagli aiuti economici. La Provincia prevede un contributo mensile per ogni figlio fino ai 18 anni, compreso tra 60 e 78 euro in base all’Isee, a cui si aggiungono 200 euro al mese per le famiglie con bambini fino a tre anni, indipendentemente dal reddito. C’è poi una misura specifica per i padri: 800 euro al mese per tre mesi per chi usufruisce del congedo di paternità. E così, mentre molte città italiane si svuotano durante l'estate, a Bolzano parchi e aree gioco restano pieni anche a Ferragosto: il risultato di un sistema che prova a rendere la famiglia un po' meno sola.