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Speciale Guerra in Iran
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Iran, Trump insiste: "Gli Usa hanno il controllo di Hormuz" | Board of peace smentisce che ci sia un accordo per pagare i debiti di Hamas

Il presidente Usa ha dichiarato che in questo momento il Paese è "in ottima posizione". Nel frattempo, è ripresa la circolazione dei barili di petrolio

Delicata. Resta così la situazione nello Stretto di Hormuz, nonostante il presidente Usa Donald Trump continui a ribadire: "Abbiamo noi il controllo totale". Nel frattempo è in ripresa la circolazione dei barili di petrolio. Secondo il segretario all'Energia americano, Chris Wright, attraverso lo Stretto di Hormuz transitano ora quasi 9 milioni di barili al giorno. Nonostante questo, la ripresa della circolazione resta molto lenta. La Cnn riporta che nella settimana terminata domenica 9 agosto sono transitate 84 navi, contro le oltre 100 al giorno del periodo pre-guerra. Secondo quanto dichiarato dal ministro degli Esteri del Pakistan Tahir Andrabi, il Paese "sta compiendo ogni sforzo possibile per portare" Usa e Iran "al tavolo negoziale e al memorandum d'intesa". Stati Uniti e Teheran, nel frattempo, sarebbero vicine a un accordo per estendere il cessate il fuoco, anche se fonti di Teheran negano. Mentre per quanto riguarda la situazione a Gaza, secondo alcuni media il Board of Peace e Hamas starebbero lavorando a un'intesa in 15 punti, ma lo stesso Board ha smentito l'idea secondo cui ci sia un accordo per pagare i debiti di Hamas. Intanto, l'amministrazione Trump ha criticato i piani di Israele di mantenere l'occupazione del sud del Libano, affermando che violano gli impegni assunti nell'accordo tra Stati Uniti, Libano e Israele. 

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12 ago 2026 23:20

Axios: "Usa contro presenza Israele nel sud Libano, incompatibile con accordo"

L'amministrazione di Donald Trump ha criticato i piani di Israele di mantenere l'occupazione del sud del Libano, affermando che violano gli impegni assunti nell'accordo tra Stati Uniti, Libano e Israele. Un funzionario del Dipartimento di Stato, riporta Barak Ravid di Axios, ha dichiarato che "una presenza militare permanente nel sud del Libano non è compatibile con gli impegni assunti nell'accordo quadro". Il ministro della Difesa Israel Katz ha affermato che Israele non si ritirerà dalla zona di sicurezza.

12 ago 2026 21:50

Hamas parteciperà alle elezioni legislative di novembre

Hamas parteciperà alle elezioni per il Consiglio legislativo palestinese, fissate per il 28 novembre. Lo ha annunciato Husam Badran, membro dell'ufficio politico del movimento palestinese. "Hamas parteciperà alle elezioni del Consiglio legislativo nell'ambito della più ampia alleanza nazionale possibile", ha dichiarato Badran all'emittente Al-Aqsa Tv. Secondo l'esponente di Hamas, il movimento sta lavorando con le altre fazioni palestinesi alla formazione di un blocco elettorale in grado di rappresentare gli interessi delle diverse componenti della società palestinese. Il presidente palestinese Mahmoud Abbas aveva fissato il 9 luglio la data delle elezioni al 28 novembre 2026. Il Consiglio legislativo palestinese, parlamento unicamerale istituito nell'ambito degli accordi di Oslo, è stato formalmente sciolto da Abbas nel 2018 e da allora non sono state più tenute elezioni per l'assemblea.

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12 ago 2026 21:48

Israele, Katz: "Nessun ritiro da Libano, Siria e Gaza"

Israele "in nessun caso" si ritirerà dai territori che occupa in Libano, Siria e Gaza. Lo ha affermato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz durante una visita alle posizioni dell'esercito sul fronte nel sud del Libano, secondo quanto riferito dall'emittente i24 News. Katz ha dichiarato che le forze israeliane resteranno a tempo indeterminato in quelle che Israele definisce "zone di sicurezza" in Libano, Siria e Gaza. Israele mantiene posizioni nel sud del Libano, controlla oltre metà della Striscia di Gaza e occupa diverse aree strategiche in Siria, tra cui parte del Jabal al Sheikh.

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12 ago 2026 18:46

Teheran: "A 77 anni da Convenzioni di Ginevra criminali Usa le violano'

"Oggi, 12 agosto, ricorre l'anniversario dell'adozione delle Convenzioni di Ginevra nel 1949. Gli artefici di questi trattati difficilmente avrebbero potuto immaginare che, nel 2026, 77 anni dopo l'adozione di questi strumenti, gli Stati Uniti avrebbero ripetutamente minacciato di attaccare le infrastrutture, i ponti e le centrali elettriche di un altro paese, e avrebbero effettivamente commesso tali crimini". Lo scrive su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei. "La comunità internazionale, gli Stati Parte delle Convenzioni di Ginevra e la Svizzera, in quanto depositaria di questi strumenti - aggiunge - non possono rimanere indifferenti a tali violazioni senza precedenti, che costituiscono chiari crimini di guerra". "Il silenzio di fronte a minacce esplicite contro obiettivi civili non è mera passività politica, bensì l'erosione di una delle conquiste civili e giuridiche più fondamentali dell'era postbellica. Se la minaccia di distruggere le infrastrutture civili si normalizzasse negli affari internazionali, nessuno Stato potrebbe più sentirsi al sicuro circa l'inviolabilità dei propri ospedali, reti elettriche, ponti, impianti idrici. Non si tratta solo di una minaccia contro un singolo governo; è una regressione dell'intero ordinamento giuridico". "Per noi iraniani - conclude Baghaei - la risposta rimane chiara: nessuna tempesta può smuovere una montagna dal suo posto".

12 ago 2026 17:30

Media israeliani: "Raid dell'aeronautica israeliana a Gaza"

Secondo il sito di notizie Ynet, "l'aeronautica israeliana ha condotto un attacco insolito per eliminare una minaccia immediata a Gaza". Una fonte della sicurezza ha precisato che l'attacco non ha richiesto l'approvazione del capo di stato maggiore dell'Idf.

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12 ago 2026 17:00

Il Board of Peace smentisce che ci sia un accordo per pagare i debiti di Hamas

"Le affermazioni secondo cui vi sarebbe un accordo finanziario tra il Board of Peace e Hamas sono false. Una simile proposta non è stata discussa, non è stata oggetto di negoziati, non è stata presa in considerazione e non sarà presa in considerazione neppure in futuro". Lo ha scritto in un post su X Nickolay Mladenov, alto rappresentante del Comitato per la Pace per Gaza, aggiungendo che negli ultimi giorni ha iniziato a operare un meccanismo per il monitoraggio delle violazioni. "Ogni violazione che verrà confermata sarà affrontata. Il Consiglio della Pace è stato istituito nell'ambito del piano del presidente Trump per Gaza e in conformità con la Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Entrambi i documenti sono pubblici e chiari: Hamas non avrà alcun ruolo nel governo di Gaza e non avrà alcun accesso ai fondi". "I fondi del Board non vengono trasferiti attraverso Hamas. Ogni contratto è sottoposto a verifiche e approvazioni, ogni lavoro viene verificato prima del pagamento e tutti i conti sono aperti a un controllo completo da parte dei governi donatori". Mladenov aggiunge che la Forza internazionale di stabilizzazione è destinata a sostenere il disarmo e la costituzione di un'amministrazione civile nella quale Hamas non avrà alcun ruolo: "Questa è stata la nostra posizione fin dall'inizio e non è cambiata. La roadmap costituisce il quadro per un accordo tra il Consiglio della Pace e Hamas, mentre i colloqui con Israele proseguono. Israele non è tenuto a fare affidamento sulla fiducia né a compiere passi irreversibili prima che vengano adottate e verificate misure concrete sul terreno: l'obiettivo rimane il completo smantellamento delle armi e la garanzia che Gaza non torni mai più a rappresentare una minaccia del tipo di quella che Israele ha subito il 7 ottobre". Nel lungo post l'alto rappresentante chiarisce che le alternative sono che Hamas rimanga al potere e ricostruisca le proprie capacità militari, oppure che Israele torni a controllare l'intera popolazione di Gaza, con un costo umano, militare ed economico estremamente pesante. "Il Consiglio della Pace propone una terza possibilità: completo disarmo, amministrazione civile, presenza internazionale di sicurezza sotto comando americano e meccanismi di supervisione e verifica. Ci sono già abbastanza sfide reali in questo sforzo; non c'è alcun bisogno di inventarne altre".

12 ago 2026 16:45

Trump: "Abbiamo controllo di Hormuz e lo manterremo"

"Gli Stati Uniti hanno il controllo totale sullo Stretto di Hormuz.  Credo che lo manterremo!". Lo ha detto il presidente americano Donald  Trump in un post su Truth Social. "Il nostro blocco navale viene  definito da tutti 'un muro d'acciaio' e l'Iran non può farci nulla - ha  aggiunto - Non hanno una Marina, non hanno un'Aeronautica, i soldati  rimasti non vengono pagati, il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie  Islamiche è decimato e in fuga, e la loro 'leadership' è, nella migliore  delle ipotesi, incerta!".  Secondo  il presidente Usa,a Teheran rimangono solo "notizie false e  un'inflazione del 300%,  e la situazione sta peggiorando! L'Iran è tutto  chiacchiere e niente fatti, non è più il bullo del Medio Oriente".

12 ago 2026 16:30

Iran, Erdogan punta ad allargare il Patto Mecca: "Soluzioni dall'estero portano solo disastri"

"Non è circoscritta" a Turchia, Arabia Saudita e Pakistan la "visione" dell' "Accordo della Mecca" annunciato venerdì scorso dai tre Paesi, frutto delle "nuove circostanze imposte dagli sviluppi nella nostra regione". Insiste su questo il leader turco, Recep Tayyip Erdogan, che punta ad allargare l'intesa. "La nostra visione non è circoscritta ai tre Paesi - ha detto in un'intervista al giornale Asharq Al-Awsat - Auspichiamo cresca". Con la speranza di coinvolgere, un giorno, "tutti i Paesi della regione". Sarebbe, per Erdogan, "il passo più importante verso una stabilità duratura nella regione". Le parole di Erdogan arrivano alla vigilia della missione in Egitto del capo della diplomazia turca, Hakan Fidan, che ha già detto di auspicare l'adesione del Cairo. Ankara, ha ribadito, "ha sempre preferito soluzioni diplomatiche a escalation, il dialogo al conflitto e una maggiore cooperazione nella regione alle divisioni". "Sappiamo molto bene che le soluzioni importate dall'estero portano solo disastri - ha incalzato - I problemi della regione dovrebbero essere risolti dagli attori della regione stessa". E, ha insistito, "il futuro della regione non può essere definito indipendentemente dalla volontà dei suoi Paesi".

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12 ago 2026 15:53

Iran: "Nessun negoziato con Usa su estensione cessate-il-fuoco"

Non ci sono stati negoziati tra Iran e Stati Uniti sull'estensione del cessate il fuoco. Lo ha riferito all'agenzia di stampa Reuters una fonte iraniana di alto livello. Secondo la fonte, dal punto di vista di Teheran l'accordo non prevedeva una data di inizio e, pertanto, non c'è nulla da prorogare.

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12 ago 2026 15:46

Iran, consigliere pasdaran: guerra può durare sino fine mandato Trump

L'Iran potrebbe "prolungare" la guerra con gli Stati Uniti fino alla fine del mandato del presidente americano Donald Trump. Lo ha detto un alto consigliere del comandante del Guardiani della rivoluzione islamica, Mohammad Reza Naqdi, in un'intervista alla PBS. Alla domanda se l'obiettivo dell'Iran sia quello di prolungare questa guerra, magari aspettando la fine del mandato di Trump, Naqdi ha risposto: "Dobbiamo raggiungere la deterrenza in modo che il nemico non osi attaccarci mai, così da poter vivere in sicurezza. Un modo è prolungare questa guerra fino al prossimo mandato presidenziale e causare logoramento, in modo che se qualcun altro volesse attaccare l'Iran, sappia che c'è un prezzo da pagare". Per il consigliere dei pasdaran "certamente la vittoria è dalla nostra parte, dopo la sconfitta dei due principali obiettivi americani, il rovesciamento della leadership e lo smembramento dell'Iran", anche perché "abbiamo visto confusione e smarrimento in America. È diventata una guerra senza strategia. Ogni due o tre giorni annunciavano un nuovo obiettivo". Ma Teheran non ha vinto, perché "non abbiamo ancora raggiunto il nostro obiettivo finale".

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12 ago 2026 14:30

Accordo su Gaza del Board of Peace, media: "Pronti a saldare debiti di Hamas fino a 400 milioni"

Tra i 15 punti dell'accordo tra il Board of Peace, i mediatori e Hamas, ci sarebbe anche l'impegno a saldare i debiti dell'organizzazione terroristica fino a 400 milioni di dollari. A rivelarlo la tv israeliana Kan News. Una fonte del Board ha confermato la notizia all'emittente spiegando che il denaro verrà trasferito ai dipendenti pubblici "che non hanno ricevuto il pagamento, oppure ai fornitori e agli appaltatori che hanno prestato servizi alla popolazione e hanno ancora diritto al denaro". Il Consiglio assicura che ogni richiesta di pagamento sarà esaminata individualmente e che questo non costituisce un impegno a coprire "la corruzione di Hamas, altre irregolarità finanziarie legate al suo governo a Gaza o qualsiasi altra questione relativa al passato di terrorismo e oppressione dell'organizzazione". La scorsa settimana era stato rivelato che il Board starebbe elaborando un piano secondo il quale chi consegna le armi a Gaza e si impegna ad abbandonare il terrorismo riceverà un compenso.

12 ago 2026 13:57

Mar Rosso, nuovo raid degli Houthi su porto yemenita al-Makha

I ribelli Houthi hanno sferrato nuovi attacchi con missili balistici contro lo strategico porto di al-Makha, situato nei pressi dello stretto di Bab al-Mandeb, nel sud-ovest dello Yemen, controllato dalle forze governative. Lo annunciano i media del movimento sciita filo-Iran.

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12 ago 2026 13:49

Iran, Pezeshkian: "Usa hanno fallito con l'esercito, ora vogliono dividerci dall'interno"

Gli avversari dell'Iran puntano ad alimentare le divisioni interne per provocare il collasso del Paese, dopo non essere riusciti a raggiungere questo obiettivo attraverso la pressione militare. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Massoud Pezeshkian, intervenendo durante un incontro con i segretari generali dei partiti. "Con missili e bombe da soli non si può distruggere questo Paese, ma attraverso le divisioni lo si può indebolire e distruggere", ha affermato Pezeshkian.

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12 ago 2026 13:10

Media: "Iran e Usa d'accordo per prolungare il cessate il fuoco"

Iran e Stati Uniti avrebbero concordato di estendere il cessate il fuoco previsto dal memorandum di Islamabad, in scadenza il 17 agosto. Lo riferiscono fonti del governo pakistano citate dall'agenzia Anadolu. "Entrambe le parti hanno comunicato ai mediatori il loro consenso a prorogare la scadenza", ha riferito una fonte vicina ai negoziati, aggiungendo che Teheran e Washington si starebbero ancora scambiando messaggi per definire la durata della proroga. Il cessate il fuoco, mediato dal Pakistan, era stato concordato ad aprile. Il 17 giugno Stati Uniti e Iran avevano poi firmato un memorandum d'intesa, avviando negoziati per raggiungere un accordo definitivo. I colloqui si erano successivamente arenati a causa delle divergenze sulle garanzie di sicurezza e sulla libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

12 ago 2026 12:01

Hormuz, 84 transiti la scorsa settimana contro gli oltre 100 al giorno pre-guerra

Sta riprendendo con molta lentezza la circolazione delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Secondo quanto riferito dalla Cnn, citando i dati della società di analisi Kpler, soltanto 84 navi hanno passato lo Stretto nella settimana terminata domenica 9 agosto, contro le oltre cento che percorrevano quotidianamente il passaggio prima della guerra con l'Iran. Nella sola giornata di domenica 9 agosto sono stati registrati nove transiti, un dato che conferma la persistente paralisi di una delle principali arterie energetiche mondiali. La media è stata quindi di circa 12 passaggi al giorno, quasi il 90 per cento in meno rispetto ai livelli precedenti al conflitto. Una parte significativa del traffico residuo è riconducibile a operatori disposti a sostenere rischi politici, militari e assicurativi difficilmente accettabili per le grandi compagnie. Secondo la società di intelligence marittima Windward, fra le 84 navi transitate la scorsa settimana, 17 appartenevano alla cosiddetta "flotta ombra", costituita da imbarcazioni caratterizzate da strutture proprietarie opache, assicurazioni non occidentali e frequenti pratiche di occultamento della posizione.

12 ago 2026 10:37

Il Pakistan resta impegnato in "sforzi sinceri" per risolvere la crisi

Il Pakistan resta impegnato, insieme a "Stati fratelli", in "sforzi sinceri" per giungere a una soluzione della crisi in corso tra Stati Uniti e Iran. Lo ha ribadito il portavoce del ministero degli Esteri di Islamabad, Tahir Andrabi. "Il Pakistan sta compiendo ogni sforzo possibile per portare le due parti al tavolo negoziale e al memorandum d'intesa di Islamabad, aprendo la strada alla pace e alla stabilita' nella regione", ha dichiarato Andrabi.

12 ago 2026 07:10

Trump dopo un vertice in Turchia: "Ho preso aereo diverso per minacce"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato di aver evitato l'uso dell'Air Force One dopo un recente vertice in Turchia perché i servizi segreti e i militari volevano che prendesse un "aereo diverso" a causa di una minaccia. "Io seguo le indicazioni dei servizi segreti e dei militari. Volevano che prendessi un volo diverso, un aereo diverso", ha raccontato Trump a proposito del suo allontanamento furtivo dall'aereo presidenziale.

12 ago 2026 06:27

Nove milioni di barili di petrolio al giorno transitano a Hormuz

Secondo quanto detto dal segretario all'Energia americano, Chris Wright, attraverso lo Stretto di Hormuz transitano ora quasi 9 milioni di barili di petrolio al giorno. Lo riporta Bloomberg. Considerando anche gli oleodotti, i flussi petroliferi della regione salgono a circa 15 milioni di barili giornalieri, secondo il segretario.

IN EVIDENZA
12 ago 2026 06:25

Donald Trump su Hormuz: "Siamo noi ad avere il controllo dello Stretto"

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha insistito sul fatto che gli Usa mantengano il controllo dello Stretto di Hormuz. "Non hanno il controllo. Noi abbiamo il controllo totale. È nostro, e a un certo punto, forse faranno qualcosa, e poi verranno spazzati via", ha detto Trump ai giornalisti, come riporta la Cnn. Il presidente Usa ha poi aggiunto: "In questo momento, siamo in un'ottima posizione".

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