Negli ultimi anni oltre un milione di ettari in Europa è stato consumato da incendi, un territorio che misura due volte la Liguria o un terzo dell'intero Belgio. La tendenza è però in netto peggioramento, contando che il Vecchio Continente è entrato in questa fase climatica di afa estrema riscaldandosi a una velocità più che doppia rispetto alla media dell'intero pianeta Terra. Tra i Paesi più duramente colpiti ci sono proprio quelli che mai avevano vissuto un caldo simile: su tutti la Gran Bretagna. Tre quarti dell'Inghilterra registra ormai condizioni di siccità e attende con paura il picco della "quinta ondata" di questo 2026. L'agricoltura è in ginocchio, e 27 milioni di persone si sono visti contingentare l'acqua corrente.
Emergenza caldo e siccità in Gran Bretagna -
Mai negli ultimi 20 anni gli agricoltori britannici hanno raccolto così presto le granaglie. I bacini d'acqua scompaiono uno dopo l'altro, con i livelli d'acqua che sono diminuiti tra l'11% e il 70% rispetto allo scorso anno. Il 22% dei corsi d'acqua è classificato come "eccezionalmente basso" e le loro portate stanno avvicinando - e superando - i record negativi che reggevano dal 1976. Giovedì, dopo un'estate di continui record di temperatura, la Gran Bretagna è attesa da un nuovo appuntamento con i primati: secondo le previsioni, nella gran parte del Regno Unito si registreranno 36 gradi.Solo quest'anno sono 245 gli incendi registrati nei siti naturali più protetti del Paese, mentre 45 milioni di persone vivono in aree colpite dalla siccità. Per la metà di queste sono state appunto previste restrizioni rigide all'uso di acqua corrente.
© Afp
Una persona prende il sole sull'erba ormai rinsecchita di Hyde Park, a Londra
Il caldo sferzante: perché quest'estate è stata così dura -
Come la Gran Bretagna, così gran parte dell'Europa occidentale. È un'estate dai due volti per il Vecchio Continente, che sembra dilaniato dalla differenza di temperature tra Est e Ovest. Un effetto figlio del riscaldamento climatico e dei devastanti effetti di El Niño, fenomeno atmosferico che causa il riscaldamento anomalo dell'Oceano Pacifico scatenando eventi meteorologici estremi in tutto il mondo. Secondo le rilevazioni del servizio europeo Copernicus, nell'Europa occidentale la temperatura media di giugno e luglio è stata di 21,62 gradi, 2,79 gradi sopra la media 1991-2020.
Si tratta del valore più alto in assoluto e supera di quasi 0,9 gradi il precedente primato registrato nel 2022. Un inizio estate eccezionale anche - anzi soprattutto - a causa della persistenza delle ondate di calore, sempre più lunghe e sempre più frequenti, che non lasciano tempo ai territori di "riprendersi" prima di essere nuovamente colpiti da afa e secchezza. Un circolo vizioso perché il caldo accelera l'evaporazione e asciuga il suolo, a loro volta i terreni secchi riducono il raffreddamento prodotto dall'evaporazione, favorendo temperature ancora più elevate.
© Copernicus
La siccità in Francia negli anni 2024, 2025 e 2026
Cosa ci aspetta: l'autunno da "super Niño" e il 2027... -
Il peggio, però, è probabile che debba ancora venire. Secondo l'Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), El Niño continuerà a intensificarsi tra agosto e ottobre diventando un "super Niño". E anzi, secondo l'agenzia americana Noaa, è molto probabile che entro fine anno raggiunga la categoria "molto forte", trascinando le dirette conseguenze di un fenomeno di tale intensità fino al 2027.
Cosa attenderci dunque per questo autunno? Le previsioni per agosto-ottobre mostrano una probabilità elevata di temperature superiori alla norma su gran parte del pianeta. El Niño dovrebbe inoltre produrre la sua caratteristica redistribuzione delle precipitazioni, con condizioni più umide della norma in alcune parti dell'Asia centrale, dell'Europa meridionale, dell'America settentrionale occidentale e del Sud America sudorientale. Non è quindi detto che il prossimo inverno sia più caldo, ma l'impatto sulle temperature del 2027 potrebbe essere devastande, con un nuovo record di caldo in vista.