multe fino a 200 euro

"Furbetti dell'ombrellone", la singolare abitudine italiana di occupare i posti di notte

Il tabloid tedesco Bild racconta il fenomeno e il giro di vite contro chi tenta di trasformare la spiaggia pubblica in una prenotazione privata

© Istockphoto

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Ombrelloni, lettini e sedie lasciati sulla sabbia prima di andare a dormire per conquistare al mattino il posto migliore, oppure sveglia puntata all'alba per conquistare un tratto in prima fila, davanti al mare. Le pratiche dei "furbetti dell'ombrellone" finiscono sotto i riflettori del tabloid tedesco Bild, che racconta un'abitudine del tutto italiana, mentre sulle spiagge italiane aumentano i controlli e le multe. 

La strategia è semplice: lasciare durante la notte l'attrezzatura sulla spiaggia, ombrelloni, lettini e sedie pieghevoli, così da ritrovare al mattino il proprio spazio già "occupato". Una sorta di prenotazione fai-da-te che, però, sulle spiagge libere non ha alcun valore e può trasformarsi in un problema per chi la mette in pratica. Dietro la corsa alla prima fila, secondo la ricostruzione di Bild, ci sarebbe anche il costo sempre più elevato delle attrezzature negli stabilimenti balneari.

Per una postazione con ombrellone e due lettini, soprattutto nelle località più richieste, la spesa può diventare consistente. Ad Alassio, sulla costa ligure, la Bild indica una media di circa 340 euro a settimana per una sistemazione in prima fila. A Lignano Sabbiadoro, località più economica presa come riferimento dal giornale tedesco, si arriva invece a circa 164 euro a settimana. E in alta stagione, nelle destinazioni più frequentate, il conto può salire ancora. Da qui l'attrattiva della spiaggia libera: niente costo per la postazione e, almeno nelle intenzioni di chi lascia l'attrezzatura durante la notte, la possibilità di assicurarsi comunque un angolo privilegiato davanti al mare.

Quando l’ombrellone diventa una “prenotazione” -

 Il problema nasce proprio quando uno spazio pubblico viene trattato come se fosse una proprietà privata. Secondo quanto riportato dalla Bild, le autorità costiere italiane stanno intensificando i controlli contro chi lascia di notte la propria attrezzatura sulle spiagge pubbliche. Ombrelloni piantati nella sabbia, lettini, sedie e persino tende possono infatti diventare una forma di occupazione abusiva dello spazio demaniale. L'obiettivo è impedire che una porzione di spiaggia venga sottratta alla collettività per diverse ore attraverso una sorta di prenotazione clandestina.

A Peschici rimossi centinaia di oggetti -

 Tra gli episodi citati dal tabloid tedesco c'è quello di Marina di Peschici, in Puglia, dove i controlli avrebbero portato al ritrovamento di una vera e propria distesa di attrezzature lasciate sulla spiaggia: circa 180 ombrelloni, decine di lettini, oltre 200 picchetti e perfino una tenda da campeggio. Numeri che restituiscono bene la dimensione del fenomeno: non più soltanto qualche turista che cerca di risparmiarsi la fatica di trasportare l'ombrellone, ma una pratica capace di modificare concretamente l’utilizzo di un tratto di spiaggia pubblica.

Multe fino a 200 euro -

 Per chi viene sorpreso a occupare abusivamente la spiaggia lasciando l'attrezzatura durante la notte, la conseguenza può essere tutt'altro che simbolica: sono previste multe fino a 200 euro. In caso di comportamenti reiterati, inoltre, può entrare in gioco anche l'ipotesi di occupazione abusiva di suolo pubblico.

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