dopo un pestaggio

Cosenza, coinvolto in una rissa: muore all'esterno di una discoteca

Il 35enne ha fatto rientro a casa, ma dopo aver avvertito diversi malori, è stato accompagnato all'ospedale di Cetraro, dove è deceduto

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Una rissa fuori da una discoteca si è conclusa in tragedia a Sangineto, in provincia di Cosenza. Un trentaquattrenne, Antonio Perrotta, originario di Fuscaldo, è morto dopo un pestaggio all'esterno di una discoteca. L'uomo, addetto alla sicurezza del locale, è stato coinvolto in un pestaggio avvenuto nella notte tra sabato e domenica. Al termine della rissa il 35enne ha fatto rientro a casa, ma dopo aver avvertito diversi malori, è stato accompagnato nell'ospedale di Cetraro e poi trasferito a Cosenza dove è deceduto. Sull'accaduto sono in corso le indagini della polizia di Stato e dei carabinieri, coordinati dalla Procura della Repubblica di Paola.  

Il litigio tra Perrotta e alcune persone in corso di identificazione è avvenuto inizialmente all'interno della discoteca di Sangineto, poi il trentaquattrenne è uscito dal locale dove è stato raggiunto dalle altre persone che lo hanno aggredito e picchiato violentemente. Al termine della rissa Perrotta, soccorso da alcuni conoscenti, è stato riaccompagnato a casa a Fuscaldo. Con il passare delle ore, però, ha iniziato ad avvertire dolori e perdite di sangue dal naso. A quel punto è stato portato nell'ospedale di Cetraro (Cosenza), ma le sue condizioni sono poi peggiorate a causa delle numerose lesioni in tutto il corpo. E' stato, quindi, necessario il trasferimento nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Cosenza dove è deceduto dopo alcune ore.

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Il cordoglio del Comune di residenza -

 Il Comune di Fuscaldo ha ricordato Antonio Perrotta in un comunicato su Facebook: "Il sindaco e l'intera Amministrazione comunale di esprimono profondo sgomento ed immenso dolore per la tragica e assurda scomparsa del giovane Antonio Perrotta. Di fronte a una morte così incomprensibile, inaccettabile, avvenuta in un modo privo di ogni motivo e di ogni senso, le parole sembrano non bastare. Una giovane vita spezzata dalla violenza lascia una ferita profonda non soltanto nei suoi cari, ma nell’intera comunità, oggi unita nel dolore e nell’incredulità".