LE VOCI DEL COSTANZA

Costanza I di Sicilia, tra tecnologia e comfort: la nave green della Regione

Dal comandante al cantiere di Palermo fino al territorio: chi ha costruito e chi accoglie il primo traghetto di proprietà della Regione racconta cosa cambia per le Pelagie

Ora che il Costanza I di Sicilia è operativo sulla rotta tra Porto Empedocle, Lampedusa e Linosa, a raccontarlo sono le voci di chi lo ha costruito, di chi lo comanda e di chi lo accoglie sul territorio. Il primo traghetto di proprietà della Regione Siciliana, realizzato nei cantieri Fincantieri di Palermo, porta con sé l'orgoglio di un'opera nata e completata interamente sull'isola.

Il comandante Cocco: "Una nave di nuova tecnologia" -

 Al timone c'è Marco Cocco, comandante palermitano che ha seguito il progetto fin dalle prime fasi. "È una nave con motori dual fuel, quindi può andare sia al classico gasolio che a GNL, il gas naturale liquefatto", spiega, sottolineando come questa tecnologia abbia permesso di abbattere le emissioni di CO2, ossidi di azoto (NOx) e di zolfo (SOx). In porto, aggiunge, l'impianto fotovoltaico e l'accumulo a batterie consentono di restare alimentati senza ricorrere al combustibile: "È una nave di nuova tecnologia".

A bordo, il comandante descrive gli spazi pensati per i passeggeri: il ponte 4 con zone lounge, bar e self-service, il ponte 5 con 111 cabine — tra cui due suite e sei attrezzate per persone a mobilità ridotta — e un bar esterno al ponte 6, per la bella stagione. "Essendo di Palermo, con la nave costruita nel cantiere di Palermo, vederla oggi è un orgoglio: l'ho vista crescere dal fondo", racconta. "Vuol dire che se le cose le vogliamo fare, si possono fare".

Costruita interamente a Palermo -

 A ripercorrere il lavoro del cantiere è Marcello Giordano, Direttore dello stabilimento Fincantieri di Palermo. "Entra in servizio il traghetto Costanza I di Sicilia, commissionato dalla Regione Siciliana a Fincantieri e costruito interamente in Sicilia, presso lo stabilimento di Palermo", afferma. Un traghetto tecnologicamente avanzato, che riduce le emissioni e può immagazzinare energia per restare in porto fino a quattro ore a motori spenti.

Giordano rivendica soprattutto la filiera tutta siciliana: "Dal taglio della prima lamiera alla consegna finale, è stata realizzata interamente presso lo stabilimento Fincantieri di Palermo". La nave può imbarcare circa mille passeggeri, 200 automobili e 40 mezzi pesanti.

Il sindaco Martello: cosa cambia per il territorio -

 Per Calogero Martello, Sindaco di Porto Empedocle, la nuova nave non riguarda soltanto la sua città. "Questo è un tassello che si aggiunge a un'intera provincia", spiega, ricordando che Porto Empedocle è dotata di un porto di importanza nazionale. Il collegamento con Lampedusa e Linosa — isole geograficamente più vicine all'Africa che all'Italia — rafforza, secondo il sindaco, la continuità territoriale.

Martello lega la nave alla speranza di invertire una tendenza: negli anni, la lunga traversata e l'incertezza dell'attracco con il mare mosso avevano contribuito a un calo del flusso turistico da Porto Empedocle. "Ci auguriamo che con questa nuova nave si possa riprendere quel trend positivo", afferma, guardando anche al rilancio commerciale della provincia.

La nave green e la riserva di Lampedusa -

 A chiudere il coro è Giusi Savarino, Assessore regionale del Territorio e dell'Ambiente. "Sono molto orgogliosa che la prima nave green costruita in Sicilia e interamente finanziata dalla Regione serva questo territorio e colleghi meglio Porto Empedocle a Lampedusa", dichiara. L'assessore rivendica l'attenzione della Sicilia alla tutela ambientale — prima regione d'Italia a istituire riserve naturali — e cita quella dell'Isola dei Conigli, a Lampedusa. "Riuscire a fare trasporti nel rispetto della natura è un risultato importantissimo", conclude.