Il caldo torrido di quest'estate sta mettendo a dura prova diverse categorie di lavoratori. Tra i più colpiti, ci sono sicuramente gli agricoltori, tra cui i produttori di riso, che guardano con crescente preoccupazione ai loro campi ormai compromessi dalla siccità.
"Un campo che doveva dare centinaia di migliaia di piante di riso, quest’anno darà zero", racconta all’inviata di "Zona Bianca" il titolare di un’azienda agricola in provincia di Pavia. Una frase che riassume la portata del danno: "È un colpo durissimo, perché tutte le spese restano comunque a bilancio".
L’uomo mostra appezzamenti che avrebbero dovuto essere verdi e sommersi d’acqua, ma che oggi appaiono secchi, spaccati dal sole, incapaci di sostenere la coltivazione.
La stessa preoccupazione arriva da un coltivatore milanese, che accompagna la giornalista tra terreni aridi e canali ormai prosciugati. "Questa siccità ci ha messi in ginocchio", spiega, indicando le zone dove il riso non è riuscito nemmeno a germogliare. Una situazione che non riguarda solo la produzione, ma anche il mercato.
"I nostri prodotti agricoli non subiscono un aumento di prezzo, perché tutto arriva dall’importazione", aggiunge, facendo l’esempio concreto proprio del riso. "Le riserie non comprano più il nostro riso, ma quello già pilato dai paesi asiatici, perché costa meno". Un meccanismo che, unito alla crisi climatica, rischia di mettere fuori gioco intere aziende, schiacciate tra costi crescenti, raccolti azzerati e concorrenza internazionale.