dalla retribuzione alla naspi, vademecum essenziale

La Gen Z non sa leggere contratti e buste paga: ecco le cose fondamentali da sapere

Secondo una ricerca di Value Partners e Aief, soltanto il 35% dei giovani tra i 14 e 29 anni possiede competenze finanziarie di base

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Entrare nel mondo del lavoro senza sapere come leggere una busta paga, cosa siano i contributi o come comportarsi quando finisce un contratto. Semba quasi un paradosso, invece è realtà. Più precisamente è la situazione che devono affrontare molti giovani italiani proprio nel momento in cui iniziano a lavorare.

Secondo una ricerca di Value Partners e Aief, soltanto il 35% dei giovani della Gen Z possiede competenze finanziarie di base, posizionando così l'Italia tra gli ultimi Paesi dell'area Ocse (l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico che unisce 38 stati, ndr). Un problema che diventa particolarmente evidente quando arriva il primo contratto e bisogna capire concretamente quanto si guadagna, quali trattenute vengono applicate, cosa sono, e soprattutto quali diritti spettano al lavoratore.

Dal primo contratto alla Naspi: le cose da sapere -

 Chi entra per la prima volta nel mercato del lavoro deve anche sapere cosa succede quando un contratto termina, come gestire più rapporti di lavoro nello stesso anno e quando può essere richiesta la disoccupazione. È proprio su questi aspetti che Personal Fisco ha raccolto un vademecum, in cinque semplici punti, rivolto soprattutto a chi si trova all'inizio della propria carriera lavorativa. Uno dei primi elementi da conoscere riguarda la Naspi.

La domanda di disoccupazione deve essere presentata entro 68 giorni dalla fine del rapporto di lavoro e, per averne diritto, sono necessarie almeno 13 settimane di contributi negli ultimi quattro anni. La Dichiarazione di Immediata Disponibilità (Did), viene compilata automaticamente online attraverso il portale Inps con l'invio della domanda di Nasi. La disoccupazione, inoltre, non interrompe completamente la storia contributiva del lavoratore. I periodi nei quali si percepisce la Naspi sono infatti coperti da contribuzione figurativa, valida ai fini della pensione. Si tratta di un meccanismo che consente di mantenere l'anzianità contributiva anche durante il periodo di inattività.

Un'altra situazione frequente, soprattutto per chi svolge lavori stagionali o cambia impiego, è quella di avere più datori di lavoro nello stesso anno. In questo caso ogni datore rilascia una propria Certificazione Unica, la CU, entro il 16 marzo dell'anno successivo. Chi presenta il 730 precompilato deve quindi verificare che siano presenti tutte le certificazioni. Anche la Naspi produce una CU: chi nello stesso anno ha lavorato e poi ha ricevuto la disoccupazione può dunque ritrovarsi con due certificazioni da considerare nella dichiarazione dei redditi.

Busta paga, ferie e trattenute: cosa controllare -

 La prima cosa da imparare, però, resta la busta paga. Tra le voci fondamentali ci sono lo stipendio lordo, quello netto e le trattenute relative a contributi Inps e Irpef. Conoscere la differenza tra quanto viene indicato come retribuzione lorda e ciò che effettivamente arriva sul conto è il primo passo per capire il proprio stipendio.

Particolare attenzione va riservata anche alle ferie residue. Nei contratti stagionali, quando le ferie non sono state utilizzate, devono essere pagate nell'ultima busta paga attraverso l'indicazione "Indennità ferie non godute". Anche eventuali straordinari e giorni festivi devono essere riportati con la relativa maggiorazione. Il tema si inserisce in un quadro più ampio di scarsa alfabetizzazione finanziaria tra i giovani.

"Oggi molti non sanno cosa sia una aliquota" -

 Anche l'Edufin Index 2025 rileva una distanza tra generazioni: nella fascia tra i 25 e i 34 anni la competenza finanziaria raggiunge 55 punti su 100, sei punti in meno rispetto agli adulti tra i 45 e i 64 anni.

"Oggi molti giovani che firmano il loro primo contratto estivo non sanno cosa sia un'aliquota, un contributo o una detrazione, e non è una questione di pigrizia: a scuola la busta paga non si studia, e il primo lavoro arriva senza istruzioni. Il problema è che si inizia senza gli strumenti per capire cosa si firma", osserva Alessio Serio, Ceo e co-founder di Personal Fisco. Imparare a leggere ciò che si riceve ogni mese e conoscere i propri diritti non è quindi soltanto una questione fiscale; "Un ragazzo che sa leggere la propria busta paga e sa cosa gli spetta è innanzitutto un contribuente più consapevole. L'autonomia fiscale è una forma di libertà", dice Serio.

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