La telefonata beffa

Milano Marittima, scoperto un residence fantasma: "Lei è la ventesima vittima, i soldi sono già in Lituania"

Una turista milanese truffata dalla "banda delle vacanze" racconta la conversazione con la coppia che "gestiva" la struttura

© Istockphoto

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Nuova truffa dai cosiddetti "residence fantasma", questa volta a Milano Marittima. Una turista milanese ha raccontato al Resto del Carlino la propria esperienza dopo aver versato una caparra per una struttura totalmente inesistente, il Residence Ferrino. I pagamenti sarebbero stati richiesti da una banda di truffatori su Postepay. La donna avrebbe versato un acconto di 170 euro.

Il modus operandi della "banda della vacanza" -

  "Lei è la 20esima turista che truffiamo. Denunci pure, i suoi soldi sono già in Lituania", sarebbero state queste le parole pronunciate dalla banda al telefono con la vittima. Come racconta la donna, da parte dei truffatori non ci sarebbe stato neanche il tentativo di negare quanto appena scoperto. 

La turista milanese - secondo quanto riferito dal giornale - aveva pianificato una vacanza in Romagna insieme ai suoi tre figli. Il primo contatto con la banda risalirebbe al 14 luglio scorso, quando la donna decide di chiamare e chiedere informazioni riguardo un annuncio pubblicato su una nota piattaforma di prenotazioni vacanze. "Vengo qui (in Romagna, ndr) da anni e mai avrei immaginato di ritrovarmi in una situazione del genere" avrebbe confidato D'Angelo. E aggiunge: "Sembrava tutto perfetto, all'inizio mi ha risposto una donna italiana molto gentile che mi ha inviato un preventivo e mi ha chiesto un acconto di 170 euro".

Le condizioni di pagamento -

 "Avevo chiesto di pagare con PayPal, ma mi è stato risposto che non era necessario", racconta la donna. Alla fine il versamento è stato effettuato tramite Postepay, una delle modalità preferite dai truffatori in quanto consente di ricevere rapidamente il denaro, senza le maggiori tutele offerte dai circuiti di pagamento protetti. Intorno al primo agosto, D'Angelo avrebbe iniziato a nutrire forti sospetti riguardo l'esistenza o meno della struttura.

La beffa continua: "I romagnoli sono ospitali" -

Sul web, infatti, sarebbero iniziate a circolare alcune recensioni da parte di numerosi turisti che denunciavano una struttura inesistente. Così la donna ha cercato di mettersi in contatto nuovamente con il numero indicato nell'annuncio, rendendosi conto successivamente della truffa nella quale era finita. D'Angelo racconta: "La signora mi ha passato il figlio, quando gli ho detto che temevo fosse una truffa lui ha iniziato a prendermi in giro". Poco dopo la frase che ha reso tutto più chiaro: "Lei è la ventesima che ho truffato questa settimana".

 La conversazione con i truffatori continua e al telefono la donna si sente rispondere ancora una volta con ironia: "I romagnoli sono ospitali", una frase utilizzata dai truffatori al fine di consolarla. "Eravamo già pronti a partire, ho dovuto tornare indietro e rifare tutto da capo. Ma il mio pensiero va soprattutto a quanti non possono permettersi di pagare una seconda vacanza", confessa D'Angelo. 

Altre truffe e le denunce -

 Una volta contattato i carabinieri, "mi hanno spiegato che il caso era già noto". Secondo quanto appreso dalla donna, infatti, i responsabili sarebbero già stati individuati. Si tratterebbe di madre e figlio. La turista ha poi aggiunto altri dettagli al racconto, emersi dopo essersi confrontata con altre vittime. Tra questi, il fatto che i numeri di telefono cambiavano continuamente, quelli delle vittime venivano reindirizzati per depistare le ricerche e perfino alcuni stabilimenti balneari si sono ritrovati coinvolti ricevendo disdette o telefonate da clienti convinti di avere una prenotazione inesistente.

Ora sul web del Residence Ferrino non c'è più traccia, nonostante il sito sia stato oscurato, il numero WhatsApp risulta ancora attivo. Come riporta il quotidiano, l'iban, il conto corrente e il nome dell’host coincidono col nominativo di "Andrea Angelini", utilizzato anche per un altro "residence fantasma" a Cesenatico. Qui le famiglie truffate sarebbero state un centinaio.

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