Mercoledì 12 agosto 2026 la Luna oscurerà brevemente per intero il sole coprendo un arco sottile dell'Europa occidentale. Un evento unico che porterà alla prima eclissi totale del disco solare nel Vecchio continente dal lontano 1999. Erano gli anni Novanta, il decennio in cui le eclissi conquistavano l'immaginario collettivo, basti pensare a come le radio passassero in quegli anni hit come Black Hole Sun dei Soundgarden. A distanza di tre decenni da allora molto è cambiato ma non la fascinazione per certi fenomeni: è di nuovo arrivato il momento per godersi dal vivo, e non solo attraverso un racconto per interposta persona, questo momento magico. E non preoccupatevi. Qualora foste impossibilitati a trovarvi nella fascia di totale oscuramento tra Spagna e Islanda potete godervi comunque uno spettacolo (per quanto parziale) anche alle nostre latitudini. Ne abbiamo parlato con il divulgatore scientifico Luigi Bignami, che martedì 11 agosto alle 21.20 farà da anfitrione della serata evento "Eclissi - il giorno in cui il sole sparisce", in onda su Focus. Bignami ci ha dato degli utili consigli per goderci al meglio e in totale sicurezza due minuti di autentica poesia.
Dove conviene guardare l'eclissi?
Paradossalmente si dovrebbe andare in Spagna o in Islanda per poter godere della miglior visione possibile dello spettacolo. La fascia di oscuramento totale passa infatti proprio da lì. In Italia dovremo accontentarci invece di una eclissi solo parziale, tenendo comunque presente che per assistere al fenomeno dalla nostra Penisola la zona migliore rimane quella occidentale, che va dal Piemonte, alla Valle d'Aosta, alla Lombardia, passando per la Liguria e la Sardegna. In queste regioni non ci sarà un'eclissi totale ma comunque si parla di una percentuale di oscuramento pari più o meno al 95%. Un numero altissimo se si pensa che in altre zone d'Italia si andrà dal in generale dal 60% all'80%. Resta poi estremamente importante ricordare come sia meglio guardare verso ovest nel momento dell'eclissi. Certo prima di farlo fate sempre attenzione che la visuale da quella parte sia completamente libera. L'eclissi si concretizzerà verso le 8 di sera col sole al tramonto, che tende a scendere da quel lato ed è un dato da tenere a mente. Non fatevi ingannare dalla tentazione di un panorama perfetto: se vado in montagna ma poi ho la vetta proprio davanti ho perso la mia occasione. Stessa cosa se mi ritrovo un palazzo nel campo visivo. Un errore può compromettere l'intera esperienza. È bene assicurarsi che non ci sia un ostacolo al sole a ovest nel momento del tramonto, in sostanza. Il tutto sempre tenendo presente che comunque anche al 95% il sole mantiene una luminosità tale da confondere i meno esperti, che potrebbero non accorgersi dell'eclissi in corso. Il sole "si spegne" infatti totalmente solo quando è coperto al cento percento. In caso contrario il rischio è quello di confondere il fenomeno col passaggio di una nuvola. Bisogna tenere presente questi aspetti e prepararsi con attenzione all'evento, partendo anche dal procurarsi degli occhiali adatti.
Non possiamo quindi provvedere da soli alla salvaguardia dei nostri occhi, magari decidendo di indossare occhiali da sole o protezioni oculari fatte in casa?
Non provate a risolvere il problema sicurezza indossando degli occhiali da sole o magari due tre paia assieme. Bisogna acquistare occhiali protettivi pensati proprio per queste occasioni. Li si trova su internet anche per pochi euro. In alternativa si può ripiegare al massimo sugli specchietti dei saldatori, totalmente scuri e pensati per proteggere dai raggi ultra-violetti. Va esclusa qualunque altra copertura agli occhi. Anche gli esperti del San Raffaele che abbiamo sentito per il nostro documentario hanno detto che in questi casi si assiste sempre a una serie di ricoveri figli della stessa imprudenza: in troppi si bruciano infatti la retina nel guardare il sole. Tra l'altro molto spesso non si ha immediatamente contezza del danno: ci si accorge di avere una retina danneggiata solo dopo venti-trenta secondi, un intervallo di tempo brevissimo ma sufficiente per rendersi conto di un problema oculare non più risolvibile. Sconsigliamo quindi assolutamente qualunque strumento fai da te. Vanno presi occhialini creati proprio per garantire una corretta e sicura visione dell'eclissi.
Perché da noi l'eclissi non è totale?
La Luna ha una dimensione per cui può arrivare come in questo caso a coprire del tutto il sole. Tuttavia anche in questi rari frangenti l'ombra che il nostro stesso satellite arriva a proiettare sulla Terra rimane sempre e comunque relativamente piccola. Il fenomeno sarà visibile in toto quindi solo a chi si trova in quella fascia comunque ristretta, in quella fascia che in gergo chiamiamo penombra. Si tratta di una fascia che chiaramente si muove assieme alla Luna e non è fissa. Se sei fuori dalla fascia magari ti accorgi del cambiamento di luminosità ma non fai esperienza del buio. In questi casi per molti è come se passasse una nuvola. Questo sempre perché il diametro della Luna è tutto sommato piccolo e porta a un cono d'ombra anch'esso di dimensioni contenute, che può concretizzarsi solo da quella parte.
Perché un'eclissi come questa viene considerata tanto speciale?
Tutte le eclissi sono interessanti, almeno dal punto di vista strettamente emozionale. Una eclissi rappresenta infatti quasi sempre un ricordo unico: di colpo si assiste alla discesa della notte. Ma al di là del discorso prettamente legato al lato emotivo, che come detto accomuna qualunque fenomeno di questo tipo, stavolta ci sono degli aspetti peculiari di questo momento nello specifico. In primis assisteremo a un'eclissi di una durata abbastanza lunga: il record resta pari a sette minuti ma sono comuni anche eclissi di appena quaranta cinquanta secondi. Poco se si pensa che stavolta lo spettacolo dovrebbe durare attorno ai due minuti, a seconda di dove si guarda. Questa volta poi l'eclissi darà l'opportunità di osservare qualcosa che non i vede sempre: il confine tra quella che è la superficie del sole e ciò che sta al suo esterno. La superficie nello specifico si chiama fotosfera. Tutto ciò che sta fuori da quest'ultima si chiama corona e ha una particolarità: è ancora più calda. Se sulla fotosfera si contano "appena" tra i quattromila e i cinquemila gradi, sulla corona si arriva a toccare addirittura il milione di gradi. Questa sperequazione in termini di temperatura è un qualcosa che la scienza ancora non ha capito a pieno. È come essere vicino a una stufa che ci fa sentire più caldo a mano a mano che ci allontaniamo da lei. Cosa accade in questi frangenti? Non lo possiamo dire con certezza ma si tratta di certo più o meno di quello che succede sul sole. Sulla superficie di quest'ultimo ci sono infatti campi magnetici fortissimi che continuamente esplodono e creano protuberanze gigantesche. Se riuscissimo attraverso l'eclissi a studiare quella piccola fascetta di sole che resta fuori sarebbe un successo: farlo significherebbe infatti poi probabilmente raccogliere anche indicazioni sulla corona. Ad oggi possiamo contare su degli strumenti, i coronografi, che ci aiutano almeno in parte a "chiudere" il sole e la sua superficie ma non sono degli attrezzi così precisi al pari della Luna. Possiamo in qualche modo dire che questa eclissi sia insomma un regalo del nostro Satellite, della natura, che chiude il sole per la sua circonferenza, permettendoci di studiarne il bordo. Un aspetto che unito alla durata eccezionale del fenomeno rende in sostanza questa eclissi un qualcosa di speciale. Non a caso si sono mosse anche la Nasa e l'agenzia spaziale europea che, come altre agenzie, si impegneranno a mettere in cielo velivoli in grado di studiare quello che ti ho detto e raccogliere informazioni.
Ma le eclissi sono davvero così rare o siamo noi che le "sopravvalutiamo"?
Sono poco probabili anche se si può essere ingannati da un dato: capitano più o meno ogni 18 mesi. La rarità sta infatti non tanto nel quando ma piuttosto nel dove accadono. L'ultima eclissi europea è datata addirittura 1999. In Italia non se ne verifica una dal 1961 e per la prossima bisognerà attendere il 2081. Ci sembrano rare perché in fondo lo sono. C'è chi nasce e muore senza vederne una nel proprio territorio in cui vive. A volte per poter vivere questa esperienza prima che sia troppo tardi si è obbligati a spostarsi. D'altra parte tutto dipende da come la Luna gira attorno alla Terra, tenendo sempre presente che il satellite resta sempre un po' inclinato rispetto al nostro Pianeta, al piano della Terra che gira attorno al sole. Questo rapporto di co-dipendenza tra il movimento della Luna e quello della Terra è la base di tutto, il fattore fisico che rende non così ordinaria l'eclissi.