Il rumore del mare, i turisti e i bambini che giocano, il sole che scalda la pelle. Trascorrere una giornata così, sulle spiagge del Salento, è un privilegio per tanti. E lo è ancor di più per chi, calata la sera, deve salire su un autobus che lo riporta in carcere. Ma per 14 detenuti della casa circondariale di Borgo San Nicola, a Lecce, è un'occasione di riscatto, un momento di libertà messo al servizio della società: grazie al progetto "Io Salvo" sono infatti diventati assistenti bagnanti per tutta la stagione estiva.
Il progetto -
Si tratta di un lavoro vero e proprio, come spiega La Stampa, il cui scopo è il reinserimento sociale e lavorativo. Grazie al programma, un unicum in tutta Italia, i detenuti sono stati assunti con contratto (nazionale), pagati 50 euro al giorno per 36 ore settimanali, per lavorare in otto lidi privati, tra San Cataldo, Torre Chianca, San Foca e altre località a pochi chilometri dalla città. Uno di loro è in semilibertà ed è stato trasferito a Taranto; altri due, invece, sorvegliano i bagnanti di un agriturismo con piscina.
La formazione -
"Ho preso a cuore questa esperienza formativa anche per avere un futuro quando uscirò. Non ho un mestiere e ringrazio davvero chi ci ha dato questa opportunità", racconta uno di loro, citato dal quotidiano torinese. I reclusi sanno che è un'occasione d'oro, non scontata, tanto più che per potervi prendere parte hanno dovuto superare un'attenta selezione, prima di iniziare - a marzo - il corso su ordinanze balneari, sicurezza e uso del defibrillatore. Ottenuto l'attestato per assistenti bagnanti (e per il primo soccorso), a giugno i 14 detenuti hanno iniziato a lavorare: finiranno la loro esperienza a metà settembre. Molti, nel giorno libero, vanno lo stesso nello stabilimento a cui sono stati assegnati e continuano ad addestrarsi.
Un modello per tante realtà -
"Per chi ha offeso lo Stato e commesso crimini pesanti - commenta Mauro Della Valle, presidente di Confimprese Demaniali, a La Stampa - è un riscatto molto forte. Oggi lavorano su un bene dello Stato come è appunto una concessione demaniale marittima. E poi mettono anche a rischio la loro vita per l'incolumità dei bagnanti. Questo è riscatto". La sfida, ora, sarà estendere questo modello ad altri settori in cui manca il personale specializzato (come quello alberghiero e agricolo). Ma intanto, il progetto sembra riuscito e sembra esserci l'intenzione di dare la stessa possibilità il prossimo anno, probabilmente ampliando alle spiagge libere. Secondo il quotidiano torinese, ci sarebbero già alcune richieste per esportare "Io Salvo" in altre carceri.