Elly Schlein risponde a Giuseppe Conte e lo gela. "Non funziona così - replica all'alleato e leader dei 5 Stelle -.Prima il programma condiviso da tutta l'alleanza e poi le primarie, perché chi le vince deve guidare tutta la coalizione, non soltanto il proprio partito". Con queste parole la segretaria Dem cerca di bloccare le polemiche e prova a rimettere in riga la "squadra". L'ex premier prende atto delle sue parole ma non replica direttamente.
La linea del Pd -
Al Nazareno non è piaciuta affatto la sfida lanciata dal leader M5s sull'incrocio Ucraina-primarie: il Movimento, si sa, non voterà il sostegno militare a Kiev e ha proposto di sciogliere il nodo chiamando gli elettori ai gazebo. La linea del Pd è un'altra e la segretaria la indica con forza. Quindi risponde e ribalta la strategia "contiana" per cui facendo scegliere agli elettori, emergerà la rotta che la coalizione deve seguire sugli aiuti all'Ucraina o il riarmo o perfino la Tav. Al contrario - è la linea della leader del Pd -la priorità sta nei contenuti, da definire tutti insieme al tavolo di coalizione sul programma. Una roadmap condivisa dai leader di Avs. Schlein prova comunque a chiudere il capitolo facendo leva sul concetto che l'unione fa la forza contro la destra, e incita: "Adesso non perdiamoci in discussioni tra di noi, concentriamoci sui fallimenti di questo governo e sulle nostre proposte concrete", citando la battaglia sul congedo paritario (cinque mesi pagati al 100% per entrambi i genitori).
I malumori nel centrosinistra -
Che l'uscita di Conte avesse lasciato strascichi e malumori nella coalizione era tanto prevedibile quanto inevitabile. Ad approfittarne è il centrodestra che prova a girare il coltello nella piaga delle difficoltà del Pd e della sua leader. A partire da Antonio Tajani che ne lascia traccia sui suoi social: "Preoccupa l'assordante silenzio di Elly Schlein di fronte alle esternazioni filorusse di Giuseppe Conte", scrive il vicepremier e segretario di FI. E poi sfida il resto della sinistra: "Ci dica se sta dalla parte del popolo ucraino o dalla parte di Putin. Se sta dalla parte della democrazia o dalla parte delle dittature". E ancora, "se sta con l'Europa o contro l'Europa".
Nel campo progressista, e prima della stoccata di Schlein, è anche Matteo Renzi a controsfidare Conte. Ribadisce di non condividere le idee di Conte' e ammette: "Ci sono due idee di sinistra" nel campo largo così come in tutto il mondo, sull'esempio dei distinguo fra "gli Obama e i Sanders, i Biden e le Ocasio-Cortez". Ma il leader di Italia viva rilancia: "Andiamo alle primarie e che vinca il migliore. Con un patto di ferro da sottoscrivere prima: il giorno dopo tutti insieme. Altrimenti non sono primarie ma è una presa in giro".