Furto dolce, conto salato

Grosseto, condannato a un anno e nove mesi per aver rubato... 18 cioccolatini

Il ladro aveva fatto irruzione in una villa, ma aveva portato via solamente una manciata di dolciumi ritenuti particolarmente di pregio

© Istockphoto

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Un anno e nove mesi di carcere per aver rubato… 18 cioccolatini. Dimenticate Arsenio Lupin, le tute nere e i piani millimetrici per svuotare le casseforti dei miliardari. Nella Maremma toscana il crimine ha preferito puntare tutto sulla glicemia. E così, un 58enne, è stato condannato per aver commesso un furto decisamente insolito in una villa di Manciano, in provincia di Grosseto. I fatti risalgono al 2018, ma la conclusione dell'iter processuale, tutt'altro che dolce, è arrivato solamente in questi giorni.

Niente gioielli, solo dolciumi -

 A raccontare l'incredibile vicenda è Il Tirreno. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l'uomo si sarebbe introdotto nella villa dopo aver sfondato la porta d'ingresso con un violento calcio. Una volta dentro, però, l'attenzione del ladro non si è diretta verso gioielli, contanti oppure oggetti di particolare valore bensì verso una ciotola di dolciumi. Decisamente galeotta, perché a incastrare definitivamente l'autore del furto sono stati proprio quei 18 cioccolatini, descritti come "molto particolari" dal padrone di casa perché di marca pregiata e acquistati in Svizzera

Preso con le mani... nella cioccolata -

 La refurtiva è stata rinvenuta e identificata con precisione dalle forze dell'ordine a bordo dell'auto del 58enne: una scia di cioccolato che lo ha collegato inequivocabilmente al blitz nella proprietà privata, messa peraltro a soqquadro prima della fuga. Il tribunale di Grosseto non ha però mostrato alcuna dolcezza di fronte al curioso caso: il calcio alla porta ha trasformato la merenda abusiva in un furto con effrazione. Il risultato? Un conto salatissimo da quasi due anni di reclusione.

Pena meno amara -

 L’accusa aveva chiesto la condanna, la difesa aveva sollecitato l’assoluzione o comunque il minimo della pena. Il giudice ha però preferito mutare la pena detentiva di un anno e nove mesi (più 440 euro di sanzione) con 640 giorni di lavori di pubblica utilità, rendendola così... meno amara.

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