La crisi migratoria di Ceuta accelera la strategia del governo italiano. Alla riunione straordinaria dei ministri dell'Interno dei Paesi Ue, il ministro italiano Matteo Piantedosi porterà la proposta di trasformare il modello Albania in un approccio europeo, chiedendo di avviare subito progetti pilota per gli hub nei Paesi terzi, insieme al rafforzamento di Frontex e dei partenariati con i Paesi di origine e di transito.
Il nodo degli hub europei -
L'obiettivo di Roma è fare degli hub un tassello stabile del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo. La mappa dei possibili Paesi ospitanti è ancora da definire: tra le ipotesi figurano alcuni Stati inseriti nella lista Ue dei Paesi sicuri, oltre al Ruanda, mentre nelle ultime ore Piantedosi ha incontrato al Viminale il ministro dell'Interno algerino Said Sayound per rafforzare la cooperazione su rimpatri e contrasto al traffico di umani.
La replica a Madrid -
Le critiche arrivate dalla Spagna non preoccupano la maggioranza. Fratelli d'Italia rivendica i dati del Viminale, secondo cui gli sbarchi in Italia sono diminuiti del 55% rispetto al 2025 e dell'82% rispetto al 2023. Per il governo, la crisi di Ceuta conferma la necessità di rafforzare gli strumenti di contrasto all'immigrazione irregolare e la capacità di deterrenza dell'Unione europea.
L'attacco delle opposizioni -
Di segno opposto le reazioni delle opposizioni. Pd, M5S, Avs e Azione accusano il governo di usare la crisi di Ceuta come strumento di propaganda e chiedono che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni riferisca in Parlamento. Critiche anche allo stop temporaneo a Schengen e alla gestione dell'emergenza migratoria, mentre il Tavolo Asilo e Immigrazione contesta i risultati del centro di Gjader, sottolineando che in poco più di un anno sarebbero stati rimpatriati circa cento migranti.