Trentadue adolescenti, quattro asini, nove giorni di cammino lento dall'Appennino Reggiano al mar Tirreno per un viaggio di 120 chilometri nella natura incontaminata. In un'epoca caratterizzata da spostamenti sempre più veloci, dal desiderio, specie tra i giovani, di assaporare esperienze sempre più frenetiche, la storia che arriva dall'Emilia Romagna è una nota fuori dal coro.
Reggio Emilia, la carovana di giovani viaggia a passo d'asino -
Un viaggio impegnativo ma anche affascinante organizzato dall'Asineria di Reggio Emilia e raccontato sulle pagine della Gazzetta di Reggio. Alla guida della comitiva la guida Massimo Montanari che sulle pagine del quotidiano racconta di essere al suo 31esimo viaggio. "Ogni volta è come se fosse la prima perché attraversiamo luoghi che appartengono alla nostra storia".
Il cammino -
Il gruppo, nei nove giorni di cammino, ha seguito un vero e proprio percorso storico, degli antichi tratturi - sentieri usati storicamente per le transumanze - attraversando borghi antichi dove un tempo sostavano i pastori. "Abbiamo camminato a piedi attraverso le valli e i sentieri dell'Appennino reggiano" racconta Montanari sul quotidiano. "Gli asini portano le tende, le attrezzature e il cibo mentre i ragazzi hanno un equipaggiamento leggero".
Un'avventura che richiama giovani da più parti -
Una esperienza unica che richiama non solo adolescenti del territorio ma anche ragazzi da altre province come Roma, Brescia, Venezia e Modena. Giovani che hanno il desiderio di vivere certamente un'avventura impegnativa, ma con un valore aggiunto indiscutibile: la possibilità di immergersi a pieno nella natura, a piedi, stando in gruppo e con una compagnia del tutto speciale.
"L'esperienza del camminare - spiega Montanari aggiunge Massimo – è una crescita quotidiana che porta i ragazzi soprattutto adolescenti a vivere una esperienza formativa che aiuta ad accrescere l’autostima e la capacità di affrontare le insidie, i disguidi e gli imprevisti che la vita spesso ci mette davanti. Camminare con gli asini porta a godersi la natura in modo profondo, perché l'asino sa che fermarsi è un modo per assaporare il paesaggio". "La loro simpatia e imprevedibilità sa dare al viaggio quel gusto dell'avventura sempre accattivante" aggiunge Montanari.
Il valore del turismo lento -
Nell'era dell'iperconnessione e della fruizione veloce, questo viaggio riscopre il valore della lentezza e il contatto autentico con il territorio. Un ritorno alle origini che ridefinisce il concetto di condivisione e riscopre il turismo lento come una valida alternativa da proporre ai giovani.