Compleanni vip

Giancarlo Giannini e gli 84 anni della sua personale Odissea, che preferisce a quella di Nolan

Il grande attore è nato il 1° agosto 1942  a La Spezia, una lunga e incredibile carriera: dalla stella sulla Walk of Fame all'apparizione nella saga di James Bond

di Manuel Santangelo
© IPA

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Giancarlo Giannini festeggia 84 anni, forte di una carriera che lo autorizzerebbe a dire "Io sono sempre grande, è il cinema che è diventato piccolo!", come la Gloria Swanson di Viale del tramonto. E infatti il grande schermo ha ammesso di non frequentarlo di più da spettatore, troppo scaltro ormai forse per ignorarne i trucchi. A margine dell'ennesimo premio ricevuto in carriera ha ammesso di aver guardato almeno la discussa Odissea di Nolan, questo sì, ma di non averla amata: "Resta meglio leggersi direttamente Omero", il commento lapidario di questo Ulisse del nostro cinema, che ha attraversato i decenni e i generi senza mai stancarsi di cercare la sua Itaca nella macchina da presa.

Tutto un gioco consapevole -

 Giannini avrà perso infatti la voglia di guardare cinema ma non quella di "essere" cinema. La sua autobiografia si intitola Sono ancora un bambino (ma nessuno può sgridarmi) proprio per quello, perché nemmeno a 84 anni ha perso la voglia di giocare sul set. D'altra parte, come ha ricordato lui stesso in un'intervista al Messaggero, recitare in inglese si dice "to play", in francese "jouer". E cosa potrebbe desiderare ancora dalla carriera professionale se non divertirsi uno col curriculum di Giannini? Ha una stella sulla Walk of Fame, ha doppiato Al Pacino e Dustin Hofmann e ha persino fatto un'apparizione nella saga di James Bond. Se ci mettessimo a fare la lista dei suoi compagni di set o di chi lo ha diretto questo articolo diventerebbe un elenco piuttosto sterile dei più grandi del cinema mondiale. E allora divertiti ancora un po', Giancarlo, anche se il nostro cinema ha perso un po' il suo sapore, come i tuoi amati spaghetti al pomodoro, quelli che hai ammesso "non hanno più lo stesso sapore".

Giannini meccanico -

 Ne ha fatta di strada in 84 anni quest'uomo che non si stanca mai di definirsi "un perito meccanico mancato". Un tecnico prestato al cinema che ha persino progettato sul set dispositivi funzionanti, basti pensare alla giacca elettronica piena di effetti speciali e congegni indossata da Robin Williams in Toys. Anche la sua attitudine alla recitazione rimaneva d'altra parte quella di un uomo dalla mente analitica. Lui, che anche a Hollywood hanno apprezzato per un film che si intitolava Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto non amava farsi "travolgere" dal personaggio: il copione è per Giannini un manuale di istruzioni da studiare con rigore e rispetto quasi scientifico ma che poi va plasmato con la giusta dose di inconsapevolezza anarchica. Un modus operandi che lo accomunava alla sua partner in crime di tanti lavori Mariangela Melato: "Io non lo so come si entra nel personaggio, e neanche Mariangela lo sapeva. Abbiamo fatto carriera senza entrare nei personaggi, ma rappresentandoli, "giocandoli, to play", spiegava al Corriere anni fa e si torna sempre a quel concetto, al "giocare consapevole" che funziona su tutti i set.

Carriera di amore e d'anarchia -

  Un atteggiamento così particolare alla recitazione non poteva non fare breccia negli americani, che in Giancarlo Giannini trovavano il perfetto punto di incontro tra il talento anarchico del cinema italiano degli anni Settanta e l'affidabilità di chi sapeva destreggiarsi nell'industria hollywoodiana. Ecco quindi che gli statunitensi, dopo averlo "ammirato" da lontano, nei capolavori nati dal sodalizio con Lina Wertmüller e Melato, lo hanno assorbito. Un processo che avrebbe portato all'inibizione molte altre star ma non Giannini, che è rimasto sempre lo stesso. L'America lo chiamava e lui apprezzava ma sapeva di non aver davvero bisogno di quella vetrina. Lui ha sempre solo rincorso le storie, non gli ingaggi o la popolarità fine a se stessa. E sapeva di non essere replicabile: quando Hollywood d'altra parte ha provato a riproporre il remake di quel suo capolavoro così "estivo" (Travolti da un insolito..) è stato un fiasco, con tutto che nell'operazione erano coinvolti nomi come Madonna e Guy Richie. Avrà pure ricevuto una nomination all'Oscar per un personaggio come Pasqualino Settebellezze ma è anche vero che un film come quello, così libero e poco compiacente, non sarebbe mai potuto essere prodotto Oltreoceano. Gli anni Settanta italiani erano il decennio di Giannini, Wertmüllerdi "Film d'amore e d'anarchia", per citare il titolo di un altro capolavoro del 1973, che era possibile solo alle nostre latitudini. 

Elogio consapevole alla vecchiaia -

 La storia di Giannini è quella di un cittadino del mondo nel DNA, che è cresciuto tra La Spezia, Napoli e Roma. Un'esistenza da subito errante gli ha impedito di appiccicarsi un solo accento addosso e che gli ha regalato forse quella voce unica e insieme di tutti, perfetta per il doppiaggio. Prima di prestare il suo corpo a Hollywood, Giannini ha prestato infatti il suo timbro inconfondibile ai migliori colleghi made in USA: Jack Nicholson era per noi Giancarlo Giannini quanto Oreste Lionello era Woody Allen. I confini tra i due arrivavano quasi a sfumare, anche se poi il nostro orgoglio nazionale sapeva tradurre nel nostro idioma pure le performance di Al Pacino o Dustin Hoffman tra gli altri. Quando il 6 marzo 2023 l'attore ha ricevuto la sua stella sulla Walk of Fame ha ringraziato Hollywood sì, ma anche Lina Wertmüller, quasi a ricordare che era di tutti e quindi un po' di nessuno. O forse di qualcuno sì, di quel pubblico assieme giudice e avvocato difensore, che lo celebra oggi da venerato maestro allungandogli la vita con i premi alla carriera. Pasqualino Settebellezze ha lasciato il posto a Giancarlo Settevite e pazienza se a 84 anni ammette di sentirsele tutte sul groppone. Anche lui ha imparato a leggere l'elogio alla vecchiaia di Cicerone senza farsi infinocchiare fino in fondo: perché in 84 anni il perito meccanico e attore Giancarlo Giannini ha imparato i trucchi, del cinema e della vita.

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