
Gerry Scotti 70, lo straordinario viaggio di un'icona della televisione
Lo zio della tv italiana spegne le candeline ma per lui "la ruota della fortuna" non ha ancora smesso di girare

Ne è passato di tempo da quando Virgino Scotti nacque su un tavolo da cucina in una casa della campagna pavese. Eppure nessuno lo direbbe: se c'è qualcuno che ha attraversato i decenni della televisione italiana senza dare mai la sensazione di invecchiare, quello è l'uomo che conosciamo col nome di Gerry Scotti. Nella smorfia il 70 rappresenta "O' palazzo" e, ora che è arrivato a toccare questa età Virginio detto Gerry somiglia proprio a uno di quei grandi edifici di cui non vedi mai crepe, che vedono accrescere il loro valore con il passare degli anni. Non ha bisogno di ristrutturazioni il Dottor Scotti, anche se ormai è un monumento della televisione. D'altra parte lui non ha affatto intenzione di restare confinato in una teca, di diventare pezzo da museo. Si è anche confrontato con i social e l'intelligenza artificiale. Possiamo tranquillamente dire che per il re dei quiz della tv italiana la "ruota della fortuna" non ha ancora smesso di girare.
Dal tubo catodico allo schermo piatto -
Artista versatile Gerry Scotti ha cantato hit come Smile/Smile ma soprattutto si è raccontato in tempi recenti anche sulla pagina stampata. Due libri dal sapore autobiografico, l'ultimo dei quali si intitola Quella volta e ha per sottotitolo "un viaggio nel passato di tutti noi". Scorrendola ci si rende conto di come il conduttore sia stato effettivamente un amico, uno zio o un nonno (a seconda delle generazioni) da richiamare con l'aiuto di un semplice telecomando. Da Virginio a Virgilio, una guida in grado di traghettare dall'era del tubo catodico a quello dello schermo piatto.
Un ragazzo di campagna amato dalla tv -
A volte è riuscito anche a far parlare la televisione di ieri con quella di oggi, ibridandone il linguaggio. Non è un caso che tra le molte avventure televisive del nostro ci sia anche La Corrida, un format ereditato da Corrado. A ripensarci il parallelo tra i due può sussistere: entrambi signori garbati del piccolo schermo, capaci di diventare sinonimo di televisione senza avere mai la presunzione di voler uscire dai limiti. È sempre stato il mezzo a voler venire da loro, quasi naturalmente: non se lo sono mai preso di prepotenza. In un'intervista a Sorrisi e Canzoni Gerry disse che la tv "è uno dei settori dove provare a fare gli iconoclasti, a distruggere, non serve" e ha dimostrato di credere in questo assioma durante tutta la sua carriera. Nel suo primo libro, Cosa vi siete persi, il nostro si definiva "un ragazzo di campagna" e quell'attitudine genuina è parte del suo personaggio, si respira nei suoi programmi.
Il signore dei quiz -
Da un libro all'altro. In Quella volta Gerry ha disseminato diverse foto. Una, come ricorda lui stesso, appare col senno di poi quantomeno profetica. Si vede uno studente di giurisprudenza che si specchia nel lago di un quartiere in costruzione. Quel ragazzo diventerà presto Gerry Scotti mentre da quel cantiere emergerà presto Milano 2, con quel Palazzo dei Cigni dove Scotti registrerà tante puntate della sua storia, di quella della tv e di quella di Mediaset. Gerry attraverserà i decenni diventando, tra le altre cose, anche il re dei quiz nel preserale. Un'avventura iniziata quasi per caso con Il gioco dei 9, ricevuto in eredità da un Raimondo Vianello appena passato a Pressing, e continuata con altri successi come Il Quizzone o Passaparola. Senza dimenticare Caduta libera, una scommessa nata a Barcellona, dove si provò a registrare una puntata dello show sull'esempio del format originale spagnolo.
The millionaire -
Anche se per almeno una generazione di italiani Gerry Scotti sarà sempre il volto di Chi vuol essere milionario?. Qualcuno nel nostro Paese resterà addirittura stranito nel non trovare Gerry nel ruolo di conduttore in The Millionare, il film che fece incetta di Oscar per la regia di Danny Boyle. La scelta era logica: un conduttore indiano per una pellicola ambientata in India ma per noi era comunque strano vedere un Milionario senza Gerry (che almeno prestava la sua voce ai videogiochi basati sul celebre show). D'altra parte stiamo sempre parlando di un uomo che può vantare più puntate condotte del programma, un record registrato addirittura nel Guinness dei primati. Niente male per uno che ha iniziato a fare quiz solo dopo aver incassato la promessa di poter parallelamente anche condurre il Festivalbar. Bell'idea, dottor Scotti, verrebbe da dirgli prendendo in prestito lo slogan di una serie di fortunati spot che lo vedevano protagonista.
Bell'idea, dottor Scotti -
Un paio di anni fa in un'intervista a La Stampa Gerry Scotti raccontò la sua ricetta per attenuare lo stress: "circondarsi di collaboratori e tecnici che sono anche amici: con loro esco normalmente, vado a cena o allo stadio. Uscire di casa per andare al lavoro è solo trasferirsi in un’altra casa, sono un prolungamento della stessa vita. Lo consiglio a tutti circondatevi di persone a cui volete bene". E noi telespettatori negli anni abbiamo iniziato a volere bene anche a lui, a Gerry/Virginio, che a settant'anni ancora ci ricorda la televisione con cui siamo cresciuti e con cui vogliamo continuare a crescere. Un amante della tavola come lui apprezzerà se lo paragoniamo a un piatto di spaghetti ben cucinati e decisamente non "scotti" dal tempo di cottura.