
Ceuta, "almeno 60mila i migranti entrati in 24 ore" | L'Italia sospende l'accordo Schengen con la Spagna | Trump: "Usa come loro se vincono i democratici"
Almeno 48mila sarebbero già rientrati in Marocco. Tajani: "Stop temporaneo è scelta necessaria, previsto dai trattati"

Sarebbero almeno 60mila i migranti che sono riusciti ad attraversare la frontiera di Ceuta dal territorio marocchino nelle ultime 24 ore, secondo quanto riferito dal presidente dell'exclave Vivas. Delle 60mila persone - che equivalgono al 70% della popolazione di Ceuta (85mila abitanti) - almeno 7mila sarebbero minori di età e, pertanto, sottoposti alla tutela delle autorità della città autonoma. Il bilancio dei morti durante l'attraversamento a nuoto sale a più di 60. Più di 48mila migranti sarebbero già rientrati in Marocco.
"È come se in Spagna in 24 ore entrassero 34 milioni di persone" ha terminato Juan Jesus Vivas. I "controlli sulle persone che partono da Ceuta" restano operativi, ha dichiarato il commissario Ue agli Affari Interni Magnus Brenner. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, invece, è passato all'attacco: "Finiremo come Ceuta se fra tre anni vinceranno i democratici".
Il rientro in Marocco -
Secondo fonti del governo di Madrid, sarebbero più di 37500 i migranti rientrati nel territorio marocchino. Tornano via mare o via terra perché affermano che in città c'è troppa gente, non trovano un posto dove dormire, i negozi e i bar servono solo i residenti di Ceuta e non riescono a trovare cibo, riporta il media iberico. Alcuni hanno denunciato maltrattamenti da parte degli abitanti di alcuni quartieri che hanno tirato sassi e li hanno minacciati con armi.
La tragedia in mare -
La fiumana di migranti, giunta sulle coste sotto controllo di Madrid, ha messo in difficoltà la Guardia Civil e i servizi di emergenza, che sono riusciti a prestare soccorso solamente ai feriti. Nelle scorse ore sono state soccorse altre 117 persone e sono stati tutti trasferiti al Centro di permanenza temporanea per immigrati (Ceti), attualmente sovraffollato per la crisi migratoria registrata nelle ultime settimane.
Il premier Sanchez a Ceuta -
"Quanto accaduto a Ceuta è un attacco e una violazione della sovranità territoriale della Spagna". L'ha detto il premier Pedro Sanchez arrivato a Ceuta. Sanchez ha espresso "un rimprovero e una condanna al livello più energico possibile" degli arrivi in massa. "È deplorevole", ha aggiunto.
Le polemiche contro il governo di Madrid -
Il premier spagnolo è finito nel mirino dell'ultradestra di Vox, che lo accusa della crisi dei migranti. In un messaggio pubblicato sui social, il leader Santiago Abascal ha denunciato "l'invasione di migranti", lanciando un "SOS Ceuta". Il leader di Vox sostiene che i migranti "non fuggono da nessuna guerra, né dalla povertà", e accusa il governo di averne agevolato l'arrivo. In tutta risposta, fonti del governo spagnolo, citate dal quotidiano El Pais, hanno respinto "l'uso demagogico e di parte" della situazione a Ceuta, negando qualsiasi collegamento tra il massiccio arrivo dei migranti dal Marocco e la recente procedura straordinaria di regolarizzazione dei migranti.
Lo sbarco dei migranti a Ceuta alimenta la stretta del governo di Giorgia Meloni. La premier italiana è intenzionata a "chiudere lo spazio Schengen con la Spagna", generando la reazione di Madrid, che per "indignazione", convoca il nostro ambasciatore.
Gli accordi con il Rabat -
Il Marocco ha puntato il dito contro le "organizzazioni criminali" per il massiccio afflusso di migranti nell'exclave spagnola di Ceuta, definendo quindi "esemplare" la sua cooperazione con la Spagna in materia di migrazione. "Il Marocco non sostiene né incoraggia la migrazione irregolare dei suoi cittadini: sono le organizzazioni criminali che approfittano della vulnerabilità delle persone, alimentando false aspettative e mettendo a rischio la loro vita". Nel frattempo, Madrid e Rabat hanno concordato di rafforzare il coordinamento per contenere nuovi attraversamenti: il ministero dell'Interno spagnolo sostiene di aver concordato con Rabat l'attuazione di misure per rimpatriare "il prima possibile" in Marocco "tutti coloro che sono entrati illegalmente a Ceuta". Intanto la polizia marocchina ha arrestato circa 30 persone durante gli scontri vicino all'enclave spagnola.
La posizione di Bruxelles -
La Commissione Europea è "a conoscenza degli ultimi sviluppi a Ceuta" e sta "seguendo da vicino l'evolversi della situazione", dice una portavoce dell'esecutivo Ue. Bruxelles ha offerto a Madrid un sostegno operativo e finanziario supplementare per affrontare l'ingresso di migliaia di migranti nell'exclave di Ceuta, compreso il possibile rafforzamento della presenza di Frontex.
Stando a quanto riferisce El Pais, il commissario europeo per gli Affari interni e la Migrazione, Magnus Brunner, ha discusso della situazione con il ministro dell'Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, ribadendo la disponibilità dell'Unione europea ad assistere Madrid nella gestione dell'emergenza. Brunner ha sottolineato la necessità di proteggere le frontiere esterne dell'Ue e di contrastare l'immigrazione irregolare. Bruxelles è inoltre in contatto con le autorità marocchine e ha indicato la possibilità di mettere a disposizione personale, mezzi e risorse finanziarie.
Riunione anti-crisi per il Consiglio Ue -
L'attuale presidenza irlandese ha convocato per domani una riunione del meccanismo integrato di risposta alle crisi politiche, mentre lunedì si riunirà il Coreper per valutare gli sviluppi e facilitare il coordinamento delle operazioni.
L'Italia blocca Schengen -
Il Ministero dell'Interno italiano ha disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree con la Spagn. La misura è stata adottata dopo le ultime valutazioni emerse nel corso del Comitato Analisi sull'Immigrazione e la Sicurezza delle Frontiere, presieduto dal ministro Matteo Piantedosi. Parallelamente, Piantedosi ha avuto un colloquio telefonico con il ministro francese Laurent Nuñez, al termine del quale i due hanno concordato di intensificare i controlli lungo il confine terrestre tra Italia e Francia.
Meloni: "Difendere i confini per contrastare irregolari e trafficanti" -
"Il Governo ha deciso di sospendere temporaneamente il regime di libera circolazione previsto da Schengen nei collegamenti marittimi e aerei con la Spagna, reintroducendo i controlli di frontiera. Si tratta di una misura straordinaria, adottata per tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni per la nostra Nazione". Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sui social. "Difendere i confini - sottolinea la premier - significa difendere la sicurezza dei cittadini, contrastare l'immigrazione irregolare e colpire le reti criminali che trafficano esseri umani"
Tajani: "Stop è scelta necessaria, previsto dai trattati" -
"La sospensione temporanea di Schengen con la Spagna è una scelta necessaria per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini e difendere le frontiere europee" afferma su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Una misura prevista dai trattati e resa oggi ineludibile. La crisi dei migranti a Ceuta - prosegue Tajani - ci ricorda che la gestione dei confini dell'Unione è responsabilità comune dei nostri Paesi, l'uno verso l'altro. Occorre lavorare insieme per evitare che flussi incontrollati di migranti entrino nel territorio dell'Ue, con tutti i rischi conseguenti e con la minaccia del terrorismo, che va contrastato senza incertezze".
Stop a Schengen per un mese -
La sospensione del Trattato di Schengen con la Spagna resterà in vigore per un mese, a partire dal primo agosto. Lo rendono noto fonti del Viminale. Il ripristino dei controlli in ingresso alle frontiere aeree e marittime con la Spagna, spiegano le stesse fonti, non comporterà alcuna modifica ai viaggi dei cittadini spagnoli ed europei verso l'Italia, che continueranno, come di consueto, a poter arrivare nel nostro Paese senza alcun aggravio burocratico. I controlli saranno mirati e riguarderanno solo i cittadini di Paesi terzi (extra Ue) provenienti dalla Spagna, al fine di verificarne la regolarità dell'ingresso in Italia. Le verifiche, mirate e selettive, fa sapere il Viminale, saranno finalizzate ad accertare il possesso dei documenti necessari per circolare nell'area Schengen. Per chi dall'Italia si recherà in Spagna non cambia nulla.
I precedenti -
La crisi richiama quella del maggio 2021, quando 8mila migranti entrarono a Ceuta in una sola giornata durante una fase di forte tensione diplomatica tra Spagna e Marocco. In quell'occasione, Rabat fu accusata di aver allentato i controlli alle frontiere dopo che Madrid aveva consentito al leader del Fronte Polisario, Brahim Ghali, di ricevere cure in un ospedale spagnolo, provocando una grave crisi diplomatica tra i due Paesi.
Anche nell'attuale emergenza, l'atteggiamento delle autorità marocchine ha alimentato interrogativi sulla possibile strumentalizzazione dei flussi migratori come strumento di pressione politica, sebbene il governo spagnolo continui a sottolineare la collaborazione di Rabat. L'intervento di Bruxelles si inserisce nel quadro del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l'asilo, che prevede strumenti per sostenere gli Stati membri sottoposti a una pressione eccezionale alle frontiere esterne e per rispondere all'eventuale uso strumentale dei migranti da parte di Paesi terzi.
Migranti tornano in Marocco -
Oltre 48.300 migranti dei 50mila che sarebbero entrati in massa dall'alba di giovedì 30 luglio a Ceuta hanno fatto rientro in territorio marocchino alle 18 di venerdì 31. Lo si apprende da fonti del ministero dell'Interno. Il governo di Ceuta aveva stimato in circa 60mila gli arrivi irregolari nella peggiore crisi migratoria registrata in territorio spagnolo.
"Non risultano flussi" -
Il commissario Ue agli Affari Interni Magnus Brenner ha cercato di mettere un freno alle preoccupazioni: "La situazione a Ceuta resta inaccettabile. Ribadisco che non ci sono flussi verso il continente europeo o altri Stati membri. Il codice Schengen fornisce gli strumenti legali che si applicano a Ceuta e Melilla. I controlli sulle persone che partono da Ceuta e Melilla restano operativi", ha scritto su X. Brunner ha inoltre aggiunto che Bruxelles "accoglie con favore la cooperazione tra Spagna e Marocco per gestire la situazione e per rimpatri rapidi. Il Marocco è inserito nella lista Ue dei Paesi d'origine sicuri".
L'attacco di Trump -
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha denunciato la "terribile" crisi migratoria che vive in queste ore la città autonoma di Ceuta, avvertendo che qualcosa di simile potrebbe ripetersi nel territorio statunitense: "È terribile. Ricordate questa immagine. Così saremo noi tra tre anni se vince il lato sbagliato", ha manifestato in alcune dichiarazioni alla rete Fox News, prima di sentenziare che "se i democratici arrivano al potere, qui nessuno vivrà bene".
La critica di Washington -
Gli Stati Uniti puntano il dito contro la gestione spagnola dei flussi migratori, sostenendo che Madrid abbia adottato politiche che hanno favorito l'immigrazione irregolare verso l'Europa. In un messaggio pubblicato su X, il Dipartimento di Stato ha definito la crisi a Ceuta una "conseguenza diretta" di quelli che ha descritto come "sforzi deliberati" del governo spagnolo per consentire e agevolare l'ingresso di migranti nel continente europeo. Washington ha però espresso anche il proprio sostegno alla Spagna e ai partner europei, affermando di schierarsi al loro fianco contro quella che considera una violazione della sovranità e dei diritti umani.