IL PUNTO

Ceuta, "almeno 49mila i migranti entrati in 24 ore" | I morti nell'attraversamento a nuoto salgono a 19

Secondo il quotidiano "El Pais", in centinaia stanno iniziando a tornare in Marocco. Atteso nell'exclave spagnola il premier Pedro Sanchez, che respinge le critiche del partito di ultradestra Vox

Sarebbero almeno 49mila i migranti che sono riusciti ad attraversare la frontiera di Ceuta dal territorio marocchino nelle ultime 24 ore, secondo stime indicate da fonti ministeriali. Il ministero dell'Interno spagnolo, al momento, non ha ancora confermato ufficialmente la cifra. Delle 49mila persone - che equivalgono a oltre la metà della popolazione di Ceuta (85mila abitanti) - almeno 7mila sarebbero minori di età e, pertanto, sottoposti alla tutela delle autorità della città autonoma. Il bilancio dei morti durante l'attraversamento a nuoto sale ad almeno 19. Intanto, secondo il quotidiano El Pais, centinaia di migranti stanno iniziando a tornare in Marocco.

Il rientro in Marocco -

 Secondo il quotidiano spagnolo, il numero di giovani che sta rientrando in Marocco è considerevole e cresce di ora in ora. Tornano via mare o via terra perché affermano che in città c'è troppa gente, non trovano un posto dove dormire, i negozi e i bar servono solo i residenti di Ceuta e non riescono a trovare cibo, riporta il media iberico. Alcuni hanno denunciato maltrattamenti da parte degli abitanti di alcuni quartieri che hanno tirato sassi e li hanno minacciati con armi.

La tragedia in mare -

 La fiumana di migranti, giunta sulle coste sotto controllo di Madrid, ha messo in difficoltà la Guardia Civil e i servizi di emergenza, che sono riusciti a prestare soccorso solamente ai feriti. Sale intanto a 45 il numero dei migranti ritrovati morti nelle acque di Ceuta dall'inizio dell'anno: un bilancio molto a quello di 46 registrato a fine 2025. Nelle scorse ore sono state soccorse altre 117 persone e sono stati tutti trasferiti al Centro di permanenza temporanea per immigrati (Ceti), attualmente sovraffollato per la crisi migratoria registrata nelle ultime settimane.

L'azione del governo spagnolo -

 La situazione a Ceuta desta preoccupazione e allarme nell'esecutivo di Madrid. Previsto l'arrivo del ministro degli Interni, Fernando Grande Marlaska, e del premier Pedro Sanchez, che nelle scorse ore ha che mandato l'esercito nell'exclave spagnola, in appoggio alla Guardia Civil. "Il governo spagnolo è pienamente impegnato a fornire una risposta immediata alla situazione a Ceuta. Stiamo mobilitando tutte le risorse necessarie, collaborando con le autorità marocchine e internazionali e predisponendo le misure necessarie per ripristinare la normalità il prima possibile", è l'intervento sui social del leader di Madrid.

Il premier spagnolo è finito nel mirino dell'ultradestra di Vox, che lo accusa della crisi dei migranti. In un messaggio pubblicato sui social, il leader Santiago Abascal ha denunciato "l'invasione di migranti", lanciando un "SOS Ceuta". Il leader di Vox sostiene che i migranti "non fuggono da nessuna guerra, né dalla povertà", e accusa il governo di averne agevolato l'arrivo. In tutta risposta, fonti del governo spagnolo, citate dal quotidiano El Pais, hanno respinto "l'uso demagogico e di parte" della situazione a Ceuta, negando qualsiasi collegamento tra il massiccio arrivo dei migranti dal Marocco e la recente procedura straordinaria di regolarizzazione dei migranti.

Lo sbarco dei migranti a Ceuta alimenta la stretta del governo di Giorgia Meloni. La premier italiana è intenzionata a "chiudere lo spazio Schengen con la Spagna", generando la reazione di Madrid, che per "indignazione", convoca il nostro ambasciatore. 

Gli accordi con il Rabat -

 Il Marocco ha puntato il dito contro le "organizzazioni criminali" per il massiccio afflusso di migranti nell'exclave spagnola di Ceuta, definendo quindi "esemplare" la sua cooperazione con la Spagna in materia di migrazione. "Il Marocco non sostiene né incoraggia la migrazione irregolare dei suoi cittadini: sono le organizzazioni criminali che approfittano della vulnerabilità delle persone, alimentando false aspettative e mettendo a rischio la loro vita".  Nel frattempo, Madrid e Rabat hanno concordato di rafforzare il coordinamento per contenere nuovi attraversamenti: il ministero dell'Interno spagnolo sostiene di aver concordato con Rabat l'attuazione di misure per rimpatriare "il prima possibile" in Marocco "tutti coloro che sono entrati illegalmente a Ceuta".

La posizione di Bruxelles -

 La Commissione Europea è "a conoscenza degli ultimi sviluppi a Ceuta" e sta "seguendo da vicino l'evolversi della situazione", dice una portavoce dell'esecutivo Ue. Bruxelles ha offerto a Madrid un sostegno operativo e finanziario supplementare per affrontare l'ingresso di migliaia di migranti nell'exclave di Ceuta, compreso il possibile rafforzamento della presenza di Frontex.

Stando a quanto riferisce El Pais, il commissario europeo per gli Affari interni e la Migrazione, Magnus Brunner, ha discusso della situazione con il ministro dell'Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, ribadendo la disponibilità dell'Unione europea ad assistere Madrid nella gestione dell'emergenza. Brunner ha sottolineato la necessità di proteggere le frontiere esterne dell'Ue e di contrastare l'immigrazione irregolare. Bruxelles è inoltre in contatto con le autorità marocchine e ha indicato la possibilità di mettere a disposizione personale, mezzi e risorse finanziarie.

I precedenti -

 La crisi richiama quella del maggio 2021, quando 8mila migranti entrarono a Ceuta in una sola giornata durante una fase di forte tensione diplomatica tra Spagna e Marocco. In quell'occasione, Rabat fu accusata di aver allentato i controlli alle frontiere dopo che Madrid aveva consentito al leader del Fronte Polisario, Brahim Ghali, di ricevere cure in un ospedale spagnolo, provocando una grave crisi diplomatica tra i due Paesi.

Anche nell'attuale emergenza, l'atteggiamento delle autorità marocchine ha alimentato interrogativi sulla possibile strumentalizzazione dei flussi migratori come strumento di pressione politica, sebbene il governo spagnolo continui a sottolineare la collaborazione di Rabat. L'intervento di Bruxelles si inserisce nel quadro del nuovo Patto europeo sulla migrazione e l'asilo, che prevede strumenti per sostenere gli Stati membri sottoposti a una pressione eccezionale alle frontiere esterne e per rispondere all'eventuale uso strumentale dei migranti da parte di Paesi terzi.

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