Secondo il bollettino dell'Istituto per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani il West Nile ha raggiunto Roma con due casi nel territorio dell'Asl 3, una zona immensa che copre diversi municipi arrivando fino a Fiumicino. Negli ultimi giorni i casi nel Lazio arrivano a 13, oltre ai due di Roma ricoverati allo Spallanzani, c'è un caso a Viterbo e 8 a Latina. La Regione intanto ha informato tutti i medici di base e i pediatri e inviato istruzioni di intervento perché a 200 metri dal luogo dove presumibilmente è avvenuto il contagio si intervenga con trattamenti anti larve in fogne, caditoie, fontane e tombini. Istruzioni simili sono state inviate anche a tutti i comuni perché procedano con una adeguata disinfestazione.
© Withub
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I focolai dell'West Nile sono rappresentati dagli uccelli selvatici e dalle zanzare, che sono il principale veicolo di contagio per gli esseri umani. La maggior parte delle persone contagiate non hanno sintomi, altre manifestano febbre, nausea e mal di testa, vomito e linfonodi ingrossati. Nelle persone anziane e in quelle fragili i sintomi posso essere molto più gravi.
Dall'inizio del 2026 sono stati 84 i casi accertati di infezione e si sono registrati anche due decessi. In 37 casi la malattia si è manifestata in forma neuro invasiva, in 27 con febbre, mentre 20 persone erano asintomatiche: tra loro 19 erano donatori di sangue scoperti per puro caso,