l'ultima minaccia a copyright e creatività

Destructive scanning, l'Ia minaccia il mercato dell'editoria: al macero milioni di libri per darli in pasto ai chatbot

Spesso sono volumi fuori produzione dei quali potrebbero non esistere altre copie. Tra i rischi maggiori del fenomeno c'è la violazione del copyright

© Istockphoto

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Pessime notizie per gli appassionati di libri che hanno un nuovo nemico da combattere: si chiama "Destructive scanning". Se da un lato c'è chi cerca di collezionare e preservare i volumi che gli stanno più a cuore, dall'altro c'è chi è decisamente meno romantico, come le aziende di IA che prima li acquista, li distrugge e poi li scansiona per darli in pasto alle macchine.

Destructive scanning: ecco in cosa consiste -

  Non si tratta altro che di un vero e proprio "smontaggio" del libro cartaceo, nel corso del quale ne viene tagliato il dorso e ne si inserisce parola per parola all'interno di macchine che poi procedono alla scansione e alla conversione in file pdf. Così, ogni volume viene letteralmente distrutto e trasformato in una versione digitalizzata poi sottoposta ad addestramento. Per quanto riguarda, poi, i rischi legati al metodo, al primo posto vi è sicuramente la questione della violazione del copyright.

La rivoluzione nelle nostre librerie -

  La cosa più preoccupante di questa nuova tendenza è che le librerie in Europa e negli Stati Uniti affermano di ricevere ordini all'ingrosso insoliti per titoli rari, specialistici e fuori catalogo, sollevando così il timore che alcune di queste opere possano scomparire completamente dagli scaffali. Come raccontato dalla rivista Russh, un libraio ha rilasciato un'intervista a 404 Media, nella quale ha fornito un'idea della portata del fenomeno, dicendo di essere passato dalla vendita di circa 20 libri a settimana a centinaia, in particolare quelli difficili da reperire e fuori catalogo.

Il caso Antrophic -

 A parlarne per la prima volta è stato il Washington Post. Questo fenomeno rappresenta una delle derive più distopiche della tecnologia contemporanea: chi ama la lettura e il settore dell'editoria guarda con preoccupazione queste nuove tendenze volte ad "annullare" ogni forma di sapere. Anthropic, la società che produce Claude - si legge nelle pagine del quotidiano statunitense - avrebbe iniziato ad acquistare migliaia di libri nelle vecchie librerie, prima degli Stati Uniti e poi anche della Germania.

Nel 2024 un gruppo di scrittori ha citato in giudizio l'azienda, sostenendo che Claude fosse stato addestrato sui loro libri senza permesso. A giugno il giudice ha stabilito che l'uso dei testi per l'addestramento non violava il copyright, ma ha giudicato illegale la modalità con cui l'azienda ha scaricato e archiviato grandi quantità di opere da siti che offrono accesso illecito a libri protetti. Infine, per evitare il processo, Anthropic ha proposto un risarcimento agli autori.

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