Con 153 sì, 42 no e 82 astenuti la Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge sulla detenzione domiciliare dei detenuti tossicodipendenti o alcoldipendenti che aderiscono a un programma di recupero. Il provvedimento prevede una particolare detenzione domiciliare fondata sull'adesione a programmi di cura in caso di condanna non superiore a otto anni, salvo alcune eccezioni. La maggioranza ha votato a favore, le opposizioni, invece, si sono astenute concordando in linea di massima con il principio della legge ma rilevandone diverse criticità, fatta eccezione del Movimento 5 stelle che si è schierato per il no insieme a Futuro Nazionale con Roberto Vannacci.
M5s: "Mina la certezza della pena" -
Linea dura del Movimento 5 stelle all'approvazione del ddl. "A chi si applicherà questa nuova misura? A soggetti che devono scontare una pena residua fino a 8 anni, anche a chi ha commesso un unico reato molto grave. Persone potenzialmente assai pericolose che usciranno dal carcere e andranno in strutture senza alcuna vigilanza e controllo", ha affermato Valentina Orso del M5s. "Potrà andare in comunità di recupero anche il black bloc che in Val di Susa spacca la testa al poliziotto, se riesce a dimostrare nel processo di essere tossicodipendente e che era su di giri durante la manifestazione", ha continuato. D'Orso ha così annunciato il voto contrario, diversamente dalle altre opposizioni che si sono astenute, su "un provvedimento che per certi versi è un'operazione di pura facciata e per altri mina il principio di certezza della pena e la credibilità dello Stato".