È il fenomeno cinematografico dell'estate: l'Odissea portata sul grande schermo da Christopher Nolan ha firmato il miglior weekend d'esordio nella carriera del regista, riportando Ulisse in cima al botteghino mondiale. Eppure, superata la soglia della sala, il mito viene subito dimenticato. Un'indagine nazionale di Libreriamo rivela che oltre 7 italiani su 10 non superano la sufficienza sul poema di Omero: trama, personaggi e ambientazioni restano un territorio inesplorato, e gli errori sfiorano l'assurdo.
Sirene, Virgilio e Cavallo di Troia: gli abbagli più clamorosi sull'Odissea -
Il falso mito più radicato riguarda le creature più celebri del viaggio. Il 91% degli italiani immagina le sirene come fanciulle con la coda di pesce, sovrapponendo il mito greco all'immaginario fiabesco e disneyano: nel poema sono invece esseri metà donna e metà uccello. Non va meglio sulla paternità dell'opera, che il 52% attribuisce a Virgilio, confondendo secoli di tradizioni poetiche differenti. E il celebre cavallo di Troia? Per il 76% è una scena centrale dell'Odissea, quando in realtà l'inganno di legno viene solo accennato da Omero e raccontato per esteso nell'Eneide (questa sì scritta da Virgilio).
Il viaggio di Ulisse (e i personaggi dimenticati) -
Anche il protagonista esce ridimensionato. Il 79% è convinto che Ulisse viaggiasse per esplorare nuovi mondi — suggestione che arriva da Dante, non da Omero — mentre l'eroe voleva soltanto tornare a Itaca dalla moglie. Il 72% immagina vent'anni di navigazione ininterrotta tra un mostro e l'altro, dimenticando i dieci anni di guerra a Troia e gli otto trascorsi quasi fermo sulle isole di Circe e Calipso.
A farne le spese sono i comprimari: Penelope per il 64% sferruzza ai ferri anziché tessere al telaio, mentre Telemaco resta per il 71% un bambino indifeso, e non il ventenne che parte da solo alla ricerca del padre. Persino Scilla e Cariddi, i mostri dello Stretto di Messina, per il 63% si trasformano in due isole o in due maghe rivali. Quanto al trionfo su Polifemo, il 58% lo ricorda come vittoria definitiva, scordando che Ulisse grida subito dopo il suo vero nome, condannandosi all'ira di Poseidone.
Il paradosso italiano -
"Il nostro bagaglio omerico è stato cannibalizzato dalla cultura pop", sintetizza Saro Trovato, sociologo e fondatore di Libreriamo. L'indagine, condotta con metodologia SWOA su circa 1.500 conversazioni pubblicate online, misura proprio quanto i lettori conoscano davvero i testi studiati sui banchi di scuola. Così, mentre Ulisse riconquista il botteghino, la vera sfida resta un'altra: riportarlo anche tra le pagine di casa oltre che di scuola. Perché tra un ciclope e una maga, l'Odissea continua a raccontarci più di quanto ricordiamo, a patto di averla letta davvero.
© Ufficio stampa
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