La Russia ha annunciato di aver emesso un mandato di cattura internazionale per il fondatore e Ceo di Telegram, Pavel Durov, con l'accusa di "complicità nel terrorismo". È stato emesso un mandato di cattura internazionale per il capo dell'amministrazione di Telegram, Pavel Durov", hanno dichiarato i servizi di sicurezza del Cremlino, Fsb, tramite un comunicato citato dalle agenzie di stampa russe. I servizi di sicurezza hanno reso noto, inoltre, che Durov, nato in Russia e in possesso di passaporto francese ed emiratino, si trova attualmente in Francia.
"Facilitazione di attività terroristiche" -
Pavel Durov è accusato di "facilitazione di attività terroristiche" per non aver cancellato dalla piattaforma canali e bot "utilizzati dai servizi speciali ucraini e da organizzazioni terroristiche ed estremiste per preparare e coordinare atti di sabotaggio e terrorismo in Russia". È quanto si legge in un comunicato dei servizi di intelligence interna russi Fsb, citato dall'agenzia Interfax. L'agenzia Ria Novosti ha precisato che gli investigatori fanno riferimento al servizio di incontri Leonardo Dayvinchik attraverso il quale agenti dei servizi ucraini, fingendosi donne, avrebbero contattato giovani russi per poi spingerli ad azioni di sabotaggio o terroristiche. Dal luglio dello scorso anno, l'Fsb afferma che nell'ambito delle indagini sono stati già arrestati 46 cittadini russi di età compresa tra i 12 e i 22 anni in 16 regioni.
Il fermo del 2024 -
Durov, 41 anni, era stato fermato in Francia nell'agosto del 2024 e trattenuti per diversi giorni con l'accusa di contenuti illegali pubblicati su Telegram da alcuni utenti. Alcuni mesi dopo, nel marzo del 2025, i magistrati francesi gli avevano dato il permesso di espatrio e Durov era tornato temporaneamente negli Emirati Arabi Uniti, dove risiede e dove ha sede la sua società. In Russia l'accesso alla piattaforma di messaggistica istantanea è stato bloccato dalle autorità per il controllo delle telecomunicazioni. Molte istituzioni, compreso l'ufficio stampa del Cremlino e i ministeri, continuano però a utilizzarlo al fine di diffondere notizie e gli utenti continuano ad accedervi grazie all'utilizzo di sistemi per aggirare il blocco.