A Pollenza, nelle Marche

Macerata, 65enne aggredita da minorenni: "Ho sette costole fratturate e un polmone perforato"

Una donna è finita in ospedale dopo essere stata presa a calci e trascinata sull’asfalto. Alcuni dei responsabili sarebbero già stati identificati

© Ansa

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"Vieni giù che ti 'sfondo'". Questo l'invito minaccioso rivolto a una 65enne che dalla finestra di casa, a Casette Verdini di Pollenza, provincia di Macerata, aveva chiesto a un gruppo di minori, alle tre tra sabato e domenica, di abbassare i toni e smettere di far rombare i motorini. Così, la donna, una volta scesa in strada, è stata aggredita dal branco, finendo in ospedale. "Una violenza selvaggia, ho sette costole fratturate e un polmone perforato. Respiro a fatica", ha raccontato a Il Corriere Adriatico.

"Mi sono passati sopra con uno scooter" -

 Secondo la ricostruzione della donna, tutto sarebbe iniziato poco prima delle 3 del mattino, quando i rumori dei motorini e le urla provenienti dalla strada l'hanno svegliata. Dopo essersi affacciata alla finestra per chiedere silenzio, sarebbe stata minacciata da uno dei giovani presenti. In strada, la situazione sarebbe rapidamente degenerata fino a trasformarsi in un vero e proprio pestaggio. Il giovane che l'avrebbe insultata si trovava a bordo di un'Ape con lo sportello aperto, lei si sarebbe avvicinata e avrebbe risposto alla provocazione: "Eccomi qui". A quel punto, secondo il suo racconto, il ragazzo l’avrebbe colpita con entrambi i piedi all'altezza delle costole facendola cadere a terra.

Fondamentale l'intervento di un vicino -

 Subito dopo, la 65enne è stata circondata da altri giovanissimi arrivati in sella ai motorini. Il gruppo l'avrebbe trascinata sull'asfalto e colpita ripetutamente con calci mentre si trovava a terra. Uno degli scooter le sarebbe addirittura passato sulle gambe. La donna avrebbe cercato di afferrare la targa di uno dei mezzi, senza successo e anzi ferendosi alle mani. "Uno mi ha preso a pedate per farmi mollare la presa", ha raccontato al quotidiano locale.

La situazione si sarebbe interrotta soltanto grazie all'intervento di un vicino di casa che, accortosi di quanto stava accadendo, avrebbe iniziato a gridare ai ragazzi. "Lascia, questi ti ammazzano", le avrebbe detto. Poco dopo gli aggressori si sarebbero allontanati.

"Erano tutti minorenni" -

 "Erano tutti italiani", ha affermato ancora a Il Corriere Adriatico, aggiungendo che in passato ci sarebbero già stati episodi di disturbo nella zona. "Più volte li avevo sorpresi a fare baccano e tirare bottiglie contro il muro di casa. Sono minorenni. Com’è possibile andare in giro alle 3 di notte a soli 15 anni? Mentre io venivo pestata i loro genitori dormivano beatamente. È normale tutto questo?". La donna ha poi ricordato la propria esperienza da madre: "Quando i miei figli tardavano a rientrare a casa io li andavo a cercare". Ha poi ringraziato le numerose persone che le hanno manifestato solidarietà in queste ore: "Questa grande vicinanza mi ha commosso". Sottolineando però che nessuno dei genitori dei giovani coinvolti abbia tentato di contattarla per porgerle delle scuse.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che stanno portando avanti gli accertamenti. Alcuni dei presunti responsabili sarebbero già stati identificati e gli investigatori stanno analizzando anche le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza della zona.

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