Il Brasile mette al bando il foie gras e diventa il secondo Paese al mondo, dopo l'India, a vietarne contemporaneamente produzione e commercializzazione su tutto il territorio nazionale. La nuova normativa, firmata dal presidente Lula, proibisce infatti la produzione, l'importazione, l'esportazione e la vendita di alimenti ottenuti attraverso il gavage, la pratica di alimentazione forzata utilizzata per ottenere il fegato ingrassato di anatre e oche. La legge entrerà in vigore 180 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale e prevede, per chi la violerà, pene detentive da tre mesi a un anno oltre alle sanzioni economiche già previste dalla normativa sui crimini ambientali legati al maltrattamento degli animali.
Un percorso iniziato oltre dieci anni fa -
L'approvazione della legge rappresenta il punto di arrivo di un lungo percorso politico e istituzionale. Negli ultimi sei anni Animal Equality Brasil ha portato avanti una campagna che ha combinato indagini negli allevamenti e nei macelli, attività di sensibilizzazione pubblica, manifestazioni e iniziative di pressione politica a sostegno del disegno di legge n. 90/2020, presentato dal senatore Eduardo Girão. Le radici della vicenda, però, risalgono ancora più indietro nel tempo. Nel 2015 il comune di San Paolo aveva approvato un divieto relativo al foie gras, successivamente annullato dai tribunali perché la regolamentazione della materia spettava al governo federale. Secondo quanto riportato da Animal Equality, negli anni soltanto due allevamenti brasiliani hanno praticato questo tipo di produzione e attualmente entrambi risultano sottoposti a embargo.
Diventa il secondo Paese al mondo a bandirlo -
Il provvedimento colloca il Brasile in un gruppo ristretto di Paesi che hanno scelto di limitare o vietare questa attività. In diverse nazioni, tra cui Regno Unito, Germania, Italia, Polonia, Argentina e Australia, la produzione del foie gras è già vietata o soggetta a forti restrizioni. Tuttavia, un divieto completo che riguardi sia la produzione sia la vendita era stato adottato finora soltanto dall’India.
Animal Equality: "Decisione destinata a fare scuola" -
Per Animal Equality il risultato ottenuto in Brasile rappresenta un passaggio storico nella tutela degli animali allevati a scopo alimentare. Sharon Núñez, presidente dell'organizzazione, ha definito questo momento come "storico. Il foie gras rappresenta una delle pratiche più crudeli inflitte agli animali sfruttati per il consumo umano e questa vittoria è ancora più significativa perché avviene in un Paese con un ruolo centrale nell'industria zootecnica mondiale. Il Brasile ha dimostrato che gli standard etici non sono negoziabili". Mentre Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia, ha commentato così: "Il Brasile diventa un punto di riferimento per il benessere animale in America e dimostra che gli interessi commerciali non possono prevalere sull'etica e sulla volontà della società brasiliana. Ci auguriamo che questo risultato apra la strada a progressi analoghi anche in altri Paesi".