Fermati 4 antagonisti -
Gli scontri in Val di Susa entrano nell'agenda politica del governo. La premier Giorgia Meloni e il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, sono in Val di Susa per un sopralluogo, dopo gli assalti No Tav di sabato ai cantieri della futura linea ferroviaria ad alta velocità. I due esponenti del governo sono arrivati all'aeroporto di Torino Caselle, da dove si stanno spostando in valle in elicottero. Ad attenderli sul posto il capo della polizia, Vittorio Pisani, insieme al questore di Torino, Massimo Gambino, e al prefetto del capoluogo piemontese, Donato Cafagna.
Ci sarebbero quattro persone, tutte di nazionalità straniera, probabilmente appartenenti al cosiddetto Blocco Nero, fermate nelle scorse ore dagli investigatori della polizia di Stato della Questura di Torino. L'operazione è avvenuta nell'ambito dell'identificazione dei responsabili delle violenze avvenute sabato pomeriggio ai cantieri della Alta velocità in Val di Susa, quando gli antagonisti hanno attaccato le forze dell'ordine poste a protezione dei cantieri dell'Alta velocità.
Le accuse -
Le posizioni sarebbero al vaglio degli inquirenti, ma al momento non si conoscono le contestazioni a loro carico. Le indagini, coordinate dalla Procura di Torino guidata da Giovanni Bombardieri, si concentrano sul reato di devastazione, ma non si esclude che ai singoli antagonisti possano essere contestati successivamente anche altri capi di imputazione.
Il capo della polizia in Val di Susa -
A più di 48 ore dagli scontri tra antagonisti e forze dell'ordine, il capo della polizia Vittorio Pisani è in Val di Susa. Pisani è accompagnato dal questore di Torino, Massimo Gambino, e dal prefetto, Donato Cafagna. Insieme faranno un sopralluogo sul posto dove è avvenuta la guerriglia. Il capo della Polizia porterà la solidarietà ai colleghi impegnati a presidiare l'area. Nelle ultime ore sono stati intensificati i controlli delle forze dell'ordine sulle strade della Val di Susa, nelle vicinanze della zona in cui si è svolto il campeggio organizzato nell'ambito del festival dell'"Alta felicità", promosso dal movimento No Tav, che è giunto quest'anno alla 10ima edizione.
Piantedosi: "Serve unità" -
"Attaccare chi indossa una divisa è attaccare lo Stato". È quanto affermato dal ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, in una intervista al Corriere della Sera aggiungendo che "Ormai è chiaro a tutti che esiste un'internazionale della violenza e del disordine che utilizza ogni tema per mettere in pratica teppismo e violenza allo stato puro. È inutile girarci intorno. Ecco perché, al di là di ogni altra analisi, sarebbe quanto mai opportuno che tutte le forze che si dichiarano democratiche prendano le distanze senza tentennamenti o infingimenti".