Cittadino tedesco di origini libanesi, ventuno anni appena e già una lunga serie di reati alle spalle. Abdul Ballout, il sospettato per l'attentato con il furgone al Pride di Berlino, morto durante un'operazione della polizia tedesca, era un volto già noto alle forze dell'ordine tedesche. Stando a quanto riferito dal ministro tedesco dell'Interno, Alexander Dobrindt, Ballout "aveva attirato l'attenzione per via di un elevato numero di reati, per la radicalizzazione e i suoi legami con ambienti islamisti".
I precedenti di Abdul Ballout -
La procura di Berlino in queste ore ha illustrato in una nota i precedenti giudiziari dell'indagato: l'uomo era stato condannato a maggio per aver tentato di unirsi al gruppo jihadista dello Stato Islamico in Siria passando per il Libano, dove era stato arrestato, condannato e infine espulso verso la Germania. Sebbene Abdul Ballout avesse ricevuto una condanna a una pena detentiva per un grave atto di violenza contro lo Stato tedesco, non era stato incarcerato; la procura ha spiegato che ciò è avvenuto perché sono stati conteggiati i sei mesi trascorsi in custodia cautelare in Germania e i tre mesi di detenzione in Libano, oltre al fatto che l'uomo aveva ammesso gli addebiti e preso apparentemente le distanze dal gruppo jihadista.
Doveva fare un percorso di deradicalizzazione -
Secondo Die Welt, il sospettato doveva partecipare a 26 incontri presso un centro di consulenza specializzato in deradicalizzazione e prevenzione dell'estremismo. Il motivo erano alcuni suoi post sui social media in cui avrebbe dichiarato il proprio sostegno a un gruppo terroristico, non meglio precisato. Ballout avrebbe partecipato ai primi due incontri, il 15 giugno e il 9 luglio, su base volontaria. Un terzo incontro si sarebbe dovuto tenere il 27 luglio. Poi si sarebbe dovuto decidere se proseguire o meno con la consulenza. Allo stato attuale si trovava nel cosiddetto "processo di valutazione".
Dopo l'attentato a Berlino avvenuto nella serata di sabato 25 luglio le autorità tedesche avevano diffuso un'identikit del ragazzo: magro, alto circa 1 metro e 90, capelli neri e con indosso una felpa nera con cappuccio e pantaloni bianchi. E avevano anche avvertito che Ballout non doveva essere avvicinato in nessun caso e che era necessario evitare qualsiasi contatto diretto con il sospettato.
Indagini in corso su eventuali complici -
Dopo la morte del 21enne le indagini proseguono a tutto campo: si indaga in particolare sul movente e sulla dinamica dell'attentato e allo stesso tempo le autorità tedesche stanno cercando di capire se Ballout avesse o meno dei complici che potrebbero averlo aiutato. Secondo la Bild, nelle ultime ore la polizia avrebbe posto in stato di fermo tre persone, di cui due sarebbero poi state rilasciate.