Il mito della dieta mediterranea nasce in Italia negli anni '50, quando il fisiologo americano Ancel Keys, con la moglie biochimica Margaret Keys, studiò le comunità del Sud e collegò le loro abitudini alimentari a tassi bassissimi di malattie cardiache. Settant'anni dopo, il nostro Paese ha uno dei tassi di obesità infantile più alti d'Europa: ad esempio secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, in alcune aree della Campania più del 40% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni è in sovrappeso. Un'inchiesta della Bbc, condotta tra Napoli e dintorni, prova a scomporre le cause di questo paradosso.
La dieta è cambiata -
La televisione britannica ha intervistato diversi luminari italiani. Il professor Valter Longo, direttore del Longevity Institute dell'Università della California del Sud, ha dichiarato al canale televisivo che solo una minoranza degli italiani seguirebbe ancora davvero la dieta mediterranea tradizionale. Longo riassume l'alimentazione di oggi con le "cinque P": pizza, pasta, patate, proteine e pane. Sempre meno verdure e più cibi processati. Emblematico, riporta la Bbc, è il caso di una dieta modificata per i bambini: pane e una crema di cioccolato a colazione, torta come merenda, pasta e lenticchie a pranzo, pollo a cena. Verdure? Praticamente assenti. I giornalisti britannici hanno contattato il pediatra Roberto Berni Canani, dell'Università Federico II di Napoli secondo il problema non sarebbe mai il singolo pasto, ma l'accumulo nel tempo di cibi ipercalorici e bevande zuccherate.
"Se è paffutello è sano" -
Spesso - racconta la Bbc - non si riesce a collegare il fatto che un bambino sovrappeso può non essere "in salute". Molte famiglie arrivano dal medico per una tosse o un mal di stomaco, senza collegare i sintomi al peso. Spesso i genitori sono buoni ed educati, ma non colgono quanto contino la qualità della dieta e il peso corporeo.
La risposta dello Stato -
Nel 2025 l'Italia è diventata il primo Paese al mondo a varare una legge nazionale che riconosce l'obesità come malattia cronica, progressiva e recidivante. La Campania sperimenta anche un progetto più radicale, guidato dal professor Longo: una "dieta che mima il digiuno" su 300 adolescenti in sovrappeso. Questi trascorreranno cinque giorni ogni tre mesi con una dieta controllata di 1.100 calorie il primo giorno e 770 calorie nei quattro giorni successivi, talmente restrittiva da sembrare un digiuno. L'obiettivo finale è innescare un "reset metabolico".