Le vacanze estive degli italiani stanno cambiando. Più brevi, più spezzettate, più vicine. È quanto rivela un'indagine di Confturismo-Confcommercio, in collaborazione con SWG, sui soggiorni degli italiani nel 2026 che pone al centro il boom delle cosiddette "micro-vacanze". I Si parte, è vero, ma tendono a distribuire il budget su più periodi e a contenere la spesa destinata a ciascun soggiorno, privilegiando soluzioni che consentano di conciliare il desiderio di viaggiare con una maggiore attenzione ai costi. Anche per questo motivo quindi le vacanze nel 2026 saranno più concentrate nei territori del Paese.
La tendenza -
In questa estate 2026 partiranno circa tre milioni di persone in più rispetto al 2025, ma dietro al numero si nasconde una tendenza comune: il cambiamento delle abitudini di viaggio. Ferie sempre più spezzettate e una preferenza crescente per soggiorni più brevi e distribuiti nell'arco della stagione. Sul totale dei viaggiatori infatti il 69% prevede uno o più brevi soggiorni, una quota superiore a quella di chi effettuerà una classica vacanza di almeno una settimana (52%). Da giugno a settembre, comunque, il mese preferito per effettuare il soggiorno ritenuto più importante resta agosto. Che è il prescelto dal 43% dei viaggiatori, mentre segue settembre con il 22% delle preferenze.
Italia bella -
Tra le destinazioni scelte per le vacanze, le incertezze dello scenario internazionale finiscono per favorire le località italiane. Secondo lo studio, infatti, passa dal 44% al 37% la quota degli italiani che trascorrerà soggiorni all'estero. Il numero di persone che viaggerà in un Paese extraeuropeo rispetto all'anno scorso è più che dimezzato con una punta di -67% per le scelte che riguardano i break. Sulla scelta di rimanere in Italia, però, impattano anche fattori economici: i costi sempre più alti di voli, hotel e servizi riducono il budget familiare e gli stipendi fermi spingono a tagliare le spese non essenziali o a preferire mete vicine.
Proprio parlando di budget, la quota media complessiva prevista per le vacanze estive del 2026 è pari a 1.165 euro pro capite. Gli italiani partono, ma spalmano i risparmi per i soggiorni su più periodi e tendono a contenere la spesa destinata a ciascun soggiorno. Ad agosto, il 31% di loro andrà nelle seconde case o ricorrerà all'ospitalità di amici e parenti, confermando come le disponibilità economiche continuino a rappresentare uno dei principali fattori che incidono sulle vacanze. Tuttavia, c'è anche chi non può permettersi di staccare. Un 10% di cittadini non potrà concedersi nemmeno un giorno di ferie per motivi economici e le difficoltà diventano particolarmente evidenti tra le famiglie con un reddito annuo inferiore ai 18mila euro: in questo caso, a non partire affatto, è il 31%.
"Sfide e opportunità" -
Non tutto il male vien per nuocere e allora il cambiamento delle abitudini di viaggio può riservare risvolti nuovi, positivi: "L'estate 2026 conferma sfide e opportunità per il turismo: da un lato, resta prioritario sostenere i consumi interni per consentire a un maggior numero di italiani di concedersi una vacanza. Dall'altro, la tendenza a distribuire il budget su più periodi di vacanza può favorire la valorizzazione delle aree interne e dei borghi", afferma il presidente di Confturismo-Confcommercio, Manfred Pinzger, commentando i risultati dell'indagine. "Come associazione, ribadiamo l'esigenza di costruire, insieme al Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, una strategia condivisa per promuovere questi territori, governare i flussi nelle destinazioni a maggiore pressione turistica, rafforzare la competitività del turismo italiano", conclude.