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Bruxelles: niente sconti su benzina

Il prezzo del petrolio torna a correre

Il petrolio riprende a correre dopo i recenti ribassi ma da Bruxelles arriva uno stop a eventuali ipotesi di sconti fiscali sulla benzina. Una possibilità che proprio dal governo italiano era stata ventilata, in caso di forti rincari sul prezzo del carburante in tempi di guerra. E' quindi probabile che, dopo le ultime direttive arrivate dai vertici europei, da Roma non arrivi nessun bonus.

D'altra parte da Bruxelles sono arrivate direttive sul fronte petrolio e trasporti. La Commissione Ue ha infatti preparato le misure da assumere per controbilanciare l'impatto della guerra sull'economia dell'Unione e le ha espresse in un documento preparato dal commissario europeo ai Trasporti e all'Energia Loyola del Palacio.

E intanto il prezzo del petrolio corre sia sulla piazza di New York sia su quella di Londra: a New York le quotazioni sono aumentate fino a 27,98 dollari al barile, cioè del 4% rispetto a venerdì scorso, doo una discesa del 30% rispetto al record di 39,99 dollari toccato il 27 febbraio. Forti riazli anche a Londra, con il Brent cha ha raggiunto quota 25,52 dollari al barile, cioè il 4,8% in più.

Una fiammata improvvisa, dovuta non solo agli sviluppi della guerra, ma anche alle preoccupazioni per la difficile situazione interna della Nigeria, il quarto Paese maggiormente esportatore di petrolio negli Stati Uniti. Infatti, gruppi come Royal Dutch/Shell, ChevronTexaco e Total Fina Elf hanno ridotto la produzione nigeriana di 817,500 barili al giorno, cioè l'equivalente del 37% della produzione complessiva del Paese, in base ai dati relativi a febbraio. Ma ecco i punti principali del documento con cui l'Europa si appresta ad affrontare l'emergenza guerra.

PETROLIO: COORDINARE LEVA FISCALE, SCORTE NON ALLARMANO

Bruxelles mette in guardia contro ogni riduzione della fiscalità per far fronte a eventuali fiammate del prezzo del petrolio, soprattutto con interventi unilaterali e non coordinati tra gli Stati membri. Al momento il livello delle scorte infatti non preoccupa: i rifornimenti sono assicurati per 115 giorni, contro i 90 di sicurezza obbligatori. I pozzi che bruciano in Iraq non destano allarmi (da Baghdad arriva meno del 3,5% del greggio importato dall'Unione) soprattutto dopo la dichiarazione dell'Arabia Saudita (che fornisce il 12% delle importazioni dell'Unione) di essere pronta a far fronte a ogni riduzione dei rifornimenti. La Commissione può comunque obbligare gli Stati membri a un'azione coordinata sul fronte scorte, come previsto dal Trattato di Nizza.

Quanto ai prezzi, i quattro scenari messi a punto da Bruxelles prevedono: in caso di conflitto breve, un picco di 50 dollari a barile per due o tre mesi e un ritorno a 25-30 dollari a barile; in caso di guerra più prolungata, una crescita fino a 60-80 dollari a barile, con una volatilità più marcata, senza conseguenze sui rifornimenti. Neppure in caso di conflitto più lungo ci sarebbero conseguenze dirette sui rifornimenti, ma se la guerra si diffondesse ai Paesi vicini, il rifornimento diventerebbe un problema, mentre i prezzi potrebbero schizzare a 60-80 dollari a barile per lungo tempo.

TRASPORTO AEREO: OCCHIO A SICUREZZA

Sei miliardi di euro nel caso di una guerra lunga tre mesi: è questa la "bolletta" che le compagnie aeree europee rischiano di pagare in termini di perdite per la diminuzione della domanda. Ma, avverte il documento, la situazione potrebbe essere ancora peggiore "se la guerra dovesse prolungarsi". Di fronte ai contraccolpi bellici sui conti delle compagnie, Bruxelles apre a "sostegni finanziari" per rispondere all'eventuale aumento "considerevole anche se limitato" dei premi assicurativi e ai costi derivanti dall'inevitabile rafforzamento delle misure di sicurezze negli aeroporti.

Oltre al calo del volume d'affari, sono due le aree identificate dagli esperti europei sull'impatto della guerra: "il blocco dello spazio aereo nella regione del conflitto e le deviazioni del traffico soprattutto dalla Russia e la congestione sui cieli europei causata dalla priorità data al traffico aereo militare su quello civile.

TRASPORTO MARITTIMO: PIU' CONTROLLI ANTITERRORISMO

Le indicazioni di Bruxelles puntano in sostanza a "sostenere quanto sta facendo l'Organizzazione internazionale del lavoro sull'identificazione dei marinai in una prospettiva di controllo dell'immigrazione e della lotta anti-terrorismo" e "più misure di sicurezza nei porti comunitari".

NUCLEARE: SITI OFF LIMIT PER AEREI

Premesso che l'Ue "dispone del miglior sistema al mondo per il controllo della non proliferazione nucleare", Bruxelles bada bene a non abbassare la guardia in questo settore delicatissimo. Per questo, secondo il documento, gli Stati membri dovrebbero considerare la possibilità di "proibire i voli sugli "stabilimenti sensibili" e "in modo provvisorio, il trasporto del materiale nucleare dalle centrali ai depositi".