
Mario Roggero a Bollate incontra Bossetti e presto avrà un lavoro
Il gioielliere di Grinzane Cavour attende il 16 settembre la decisione sul differimento della pena. Intanto, racconta "Libero", si adatta alla vita da detenuto tra biblioteca e nuove conoscenze

Per ora il calendario di Mario Roggero ha una sola data cerchiata in rosso: 16 settembre. È il giorno in cui il Tribunale di Sorveglianza di Milano discuterà la richiesta di differimento della pena avanzata dalla difesa, che punta a ottenere la sospensione della detenzione in attesa che il Presidente della Repubblica si pronunci sulla domanda di grazia presentata dalla moglie del gioielliere. Fino ad allora, Roggero trascorrerà l'estate nel carcere di Bollate. Una permanenza che, almeno nelle intenzioni dell'ex gioielliere di Grinzane Cavour, avrebbe dovuto svolgersi nell'istituto penitenziario considerato uno dei più avanzati d'Italia per i percorsi di reinserimento.
La vita in carcere e l'incontro con Bossetti - "Diciamo che sta prendendo confidenza con la vita carceraria - rivela il suo legale Stefano Marcolini a "Libero" - certo spera e speriamo che rimanga il minor tempo possibile, ma intanto si sta ambientando”. A breve dovrebbe essere inserito in un'attività lavorativa nell'area della contabilità, una delle opportunità offerte dal carcere milanese per favorire il reinserimento dei detenuti. Le giornate scorrono tra letture, scrittura e lunghe ore trascorse nella biblioteca dell'istituto, che mette a disposizione oltre 16mila volumi. Qui sta conoscendo molte persone, rivela "Libero", come Massimo Bossetti, condannato in via definitiva per l'omicidio di Yara Gambirasio, e Fabio Savi, componente della banda della Uno Bianca.
La partita giudiziaria - Sul fronte giudiziario, invece, la partita resta aperta. Dopo il rigetto della richiesta di scarcerazione da parte dell'Ufficio di Sorveglianza di Torino, la difesa ha ripresentato l'istanza a Milano, competente in quanto sede del carcere. Il Tribunale ha fissato l'udienza per il 16 settembre, una decisione che i legali interpretano come la volontà di esaminare nel merito la richiesta senza attendere le motivazioni della sentenza definitiva. L'obiettivo della difesa è duplice: ottenere il differimento della pena nell'attesa della decisione sulla grazia e, successivamente, valutare un ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo una volta depositate le motivazioni della Cassazione.