Di lui ti puoi fidar

Il mondo di oggi? Lo ha già spiegato Bennato

Il cantautore compie 80 anni, le sue canzoni raccontano la vita e l'attualità come fossero appena scritte

di Andrea Saronni
© ufficio-stampa

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Giornali. Siti. Telegiornale. Apertura. Lo stretto di Hormuz, le bombe, gli Usa, l'Iran, la guerra, l'Europa che cerca di starsene fuori, Trump che ci dà dei cattivi e dei codardi, il petrolio alle stelle. Pensa Edo, l'aveva detto 46 anni fa, 1980, Uffà Uffà. "Uffà! Uffà! E fateli sfogare! Nella sabbia e nel petrolio fateli sguazzare! Fanno i prezzi troppo alti, fanno quello che gli pare. Ma questa volta alle crociate non ci voglio, non ci voglio, non ci voglio andare. Perché non provate a sfruttare l’energia del sole? Oppure provate a prendere l’energia dal mare! O da dove diavolo vi pare! Uo mi dissocio dall’affare, ma questa volta alle crociate non ci voglio, non ci voglio, non ci voglio andare!". E ancora: "Prima o poi sarò coinvolto, ma almeno fatemi sputare addosso a quelli che sono addetti alla preparazione di questa maledetta, di questa maledetta, di questa stramaledetta terza guerra mondiale!" 

Il suo canto libero, anche "in prigione" -

  Scritta ieri, praticamente. Si va avanti. Il caso di Mario Roggero. La legge, la battaglia sulla grazia, la difesa di tanta gente e di un pezzo di maggioranza che grida all'ingiustizia. Oh, pensa Edo. In prigione, 1977: "Tu andrai in prigione, in prigione, in prigione, proprio tu, in prigione e che ti serva da lezione! Tu che hai rispettato le leggi dello Stato, ti senti sfortunato, ti senti perseguitato, offeso, amareggiato, allora, in prigione, in prigione, in prigione, in prigione, proprio tu in prigione e che ti serva da lezione!"

L'isola che (purtroppo) c'è -

 Il tg intanto continua, siamo alla politica. La campagna elettorale già lanciata. Gli slogan. Il sovranismo sfrenato. L'imperatore Vannacci. Ma accidenti Edo, pure questa. In fila per tre, addirittura 1974: "Vi insegnerò la morale e a recitar le preghiere. E ad amar la patria e la bandiera. Noi siamo un popolo di eroi e di grandi inventori. E discendiamo dagli antichi romani... Sei già abbastanza grande. Sei già abbastanza forte. Ora farò di te un vero uomo. Ti insegnerò a sparare, ti insegnerò l'onore, ti insegnerò ad ammazzare i cattivi. E sempre in fila per tre, marciate tutti con me. E ricordatevi i libri di storia. Noi siamo i buoni perciò, abbiamo sempre ragione. E andiamo dritti verso la gloria"

Non sono solo canzonette -

 Poi magari c'è pure allegato il pezzo sugli sbarchi nel "Paese dei balocchi" in cui "il razzismo non ha attecchito mai". E nelle pieghe della cronaca sicuro saltano fuori la "folla di ministri e deputati", i "dotti, medici e sapienti", quelli che "per scuotere la gente non bastano i discorsi, ci vogliono le bombe". Solo alla fine del Tg, quando passano le immagini della Spagna campione del mondo, viene in mente che le "notti magiche" sono ormai, purtroppo, appaltate da altri cieli. Edoardo Bennato ha vissuto, pensato e cantato talmente avanti che a 80 anni ti racconta ancora lui le storie, i significati, le pieghe vere di questi giorni pesanti, incerti. E vale la pena allora ascoltarlo ancora con grande attenzione, ritirare fuori i vinili. E possibilmente con il cervello libero, come ci ha sempre invitato a fare.  Sperando che prima della sigla finale, ci dicano che abbiamo trovato la strada partita dalla seconda stella a destra. E chi ci rinuncia, ricordiamolo, "è ancora / più pazzo / di te".

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