
Dai pellicani affamati fino ai rossetti: quando la crisi economica la annunciano insolite Cassandre
In Perù gli uccelli marini senza cibo raccontano gli effetti di El Niño sull'economia, ma ci sono anche altri sistemi non proprio ortodossi per leggere lo stato di salute di risparmio e finanza

Prima ancora delle statistiche economiche, spesso è la natura ad anticipare i primi segnali di una crisi. In Perù migliaia di pellicani affamati stanno invadendo i moli delle città costiere. Il motivo di questo comportamento insolito è il ritorno del fenomeno climatico di El Niño, che sta riscaldando terribilmente le acque del Pacifico e spingendo i pesci verso sud o in profondità, rendendoli irraggiungibili ai predatori in superficie. Gli esperti avvertono che lo stesso fenomeno rischia di colpire pesca e intere economie locali del Paese sudamericano. Per questo i pellicani sono diventati un indicatore di una crisi invisibile che potrebbe presto manifestarsi anche nei bilanci statali.
Non è la prima volta che un fenomeno apparentemente indipendente viene preso sul serio dal mondo finanziario. Tra gli indicatori alternativi più noti c'è il Lipstick effect, teorizzato alla fine del vecchio millennio. Secondo questa teoria economica, durante i periodi di incertezze monetarie le persone rinunciano a grandi spese ma continuano a concedersi piccoli lussi accessibili. Il rossetto è diventato il simbolo per eccellenza di questo atteggiamento. Durante la pandemia Covid l'acquisto di prodotti di cosmesi era sensibilmente aumentato.
Nei decenni sono nati altri indicatori non convenzionali. Lo Champagne Index, per esempio, misura l'ottimismo attraverso l'acquisto e il consumo di champagne, che tende ad aumentare durante i periodi di maggior prosperità e a crollare nei momenti di recessione.
C'è poi l'Hemline Index, secondo cui la lunghezza delle gonne seguirebbe l'andamento del sistema economico: gonne corte nei periodi di espansione, abiti più lunghi nei momenti di austerità. Per quanto riguarda i bambini c'è il Diaper Rash Index. L'idea che si cela dietro a questo indice è che durante le crisi economiche alcune famiglie cambino meno frequentemente i pannolini per risparmiare, facendo aumentare la vendita di creme contro le irritazioni.