I magistrati che lavorano al caso Delmastro non potranno usare le chat di cui avevano fatto richiesta. La Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha detto no alla richiesta dei magistrati della Procura di Roma di acquisire le chat tra l'ex sottosegretario Andrea Delmastro e il ristoratore Mauro Caroccia, detenuto con l'accusa di mafia.
Cosa hanno chiesto i magistrati -
La richiesta della Procura riguardava proprio la chat di gestione del ristorante "Le 5 Forchette", di cui Delmastro era socio insieme ad altri esponenti di Fratelli d'Italia. Oggi le quote dell'attività sono passate a Miriam Caroccia, che le ha rilevate da Delmastro e dai suoi compagni di partito lo scorso anno. Il centrodestra ha votato a favore della proposta del relatore del testo, l'azzurro Pietro Pittalis, negando l'autorizzazione al sequestro della chat. Il centrosinistra ha votato contro. Il deputato del Pd, Matteo Orfini, ha accusato la maggioranza di utilizzare le prerogative parlamentari come uno strumento di tutela per i propri esponenti.
La protesta del M5S -
La partita però non è finita, perché dopo il passaggio in Giunta il fascicolo approda ora passa all'Aula di Montecitorio che emetterà il verdetto definitivo. La decisione ha scatenato la protesta del M5S, che ha occupato i banchi del governo al Senato in segno di protesta: gli esponenti pentastellati hanno mostrato cartelli sui quali si legge "fuori le chat" e intonato cori, "vergogna, vergogna" tra le proteste dei colleghi di Fratelli d'Italia, che hanno risposto con "Buffoni". Uno di loro si è avvicinato al capogruppo pentastellato a palazzo Madama Luca Pirondini strappandogli il cartellone, ed è stato subito allontanato nonostante abbiano continuato a 'litigare'. La presidente ha invitato i senatori a lasciare i banchi del governo e sospeso la seduta invitando i commessi a intervenire.
Dura la condanna del leader del M5S. "È incredibile. Hanno messo lo scudo", ha affermato Giuseppe Conte in un video social. E prosegue: "Poco fa il Parlamento in giunta per le autorizzazioni a procedere ha scudato Delmastro di Fratelli d'Italia, quello che aveva istituto una società per fare affari con i familiari del prestanome del clan Senese. La Procura di Roma per proseguire nelle indagini voleva acquisire le chat di Delmastro e del prestanome del clan Senese. Eppure il centrodestra di Meloni ha detto 'no'. E loro blaterano di legalità e di trasparenza. Cosa hanno da nascondere?", si domanda l'ex premier che chiosa: "La destra di Meloni ha perso di nuovo la faccia".