se il contenuto è di qualità...

L'Odissea riempie le sale e il cinema sta benissimo: la risposta di Nolan a chi dava il grande schermo per morto

Budget record, incassi oltre le previsioni e sale piene in tutto il mondo. Il film di Nolan diventa un caso di studio sulla tenuta del cinema dopo lo tsunami covid 

di Giuliana Grimaldi

L'"Odissea" di Christopher Nolan è un nuovo kolossal e pure un test sulla sopravvivenza del cinema in sala. Arriva infatti nel momento in cui l'industria prova ancora a capire se il pubblico sia davvero disposto a uscire di casa e a pagare un biglietto, invece di restare comodamente sul divano a surfare tra una serie e un film proposti dalle diverse piattaforme.

Con un budget tra i più alti mai messi sul tavolo e un esordio mondiale che ha superato ogni stima, il film (leggi qui la recensione completa) si è trasformato in qualcosa di più grande di un semplice e ben prevedibile successo commerciale: in pochi giorni dal lancio è già un caso di studio sulla tenuta del grande schermo, a poca distanza dalla crisi innescata dal covid e dall'ascesa dello streaming.

Un budget da record -

 Per realizzare "The Odyssey" sono serviti 250 milioni di dollari, la cifra più alta mai associata a una produzione firmata da Nolan, superando nettamente sia "Oppenheimer" sia "Interstellar", che si era fermato a 165 milioni. Il confronto con il resto del mercato colloca comunque il film in buona compagnia: negli ultimi anni hanno superato quota 250 milioni titoli come "Mission: Impossible - Dead Reckoning" (291 milioni), "Fast X" (340 milioni) e "Avatar: Fuoco e cenere" (400 milioni).

A questo si aggiungono i costi di marketing e promozione, che secondo alcune ricostruzioni portano l'investimento complessivo per "Odissea" ben oltre i 370 milioni di dollari. Una somma che, per un film non basato su un franchise già affermato ma su un adattamento letterario (di un'opera mastodontica e antica, scritta in una lingua morta e con una trama non proprio lineare), rappresenta un rischio industriale fuori dal comune: per rientrare dai costi, considerando che una parte consistente degli incassi resta agli esercenti, un blockbuster di questa scala deve tipicamente arrivare a incassare tra le 2 e le 2,5 volte il proprio budget.

Previsioni già superate (in meglio) -

Prima dell'uscita, le stime sul debutto nordamericano si aggiravano tra i 90 e i 100 milioni di dollari. Il risultato reale ha superato nettamente queste previsioni: il film ha aperto negli Stati Uniti tra i 120 e i 124,5 milioni di dollari, a seconda delle rilevazioni diffuse nei giorni successivi. Un divario che racconta bene la distanza tra le aspettative caute degli analisti e la risposta effettiva del pubblico, molto più forte di quanto chiunque si aspettasse.

La prima settimana da record -

  Guardando ai dati del primo weekend il trend che si delinea è piuttosto chiaro: a livello globale, "Odissea" ha incassato tra i 259 e i 264 milioni di dollari, diventando il miglior debutto della carriera di Nolan e superando i precedenti record personali, tra cui quello firmato nel 2012 con "Il cavaliere oscuro - Il ritorno", fermo a 249 milioni di dollari. Solo con i primi giorni di proiezione, il film ha coperto quasi per intero il costo di produzione già nel primo fine settimana di programmazione, un risultato raro per una pellicola di questa scala.

Le sale Imax, formato con cui l'intero film è stato girato, hanno generato da sole 51,8 milioni di dollari, pari a circa il 23% dell'incasso mondiale del weekend. In Italia la risposta è stata ancora più netta: 7,5 milioni di euro nei primi tre giorni, saliti a quasi 10 milioni nei primi quattro, con 1,17 milioni di spettatori e 594 sale coinvolte. Il film ha rappresentato da solo l'85% degli incassi del box office italiano nel weekend di debutto.

Quanto punta a incassare -

  Coprire il budget in una sola settimana è un traguardo importante, ma non equivale ancora al pareggio economico: bisogna considerare che gli esercenti trattengono una quota rilevante del biglietto, in media circa metà dell'incasso lordo. Applicando la regola del 2-2,5 volte il budget, "Odissea" dovrebbe incassare tra i 600 e i 700 milioni di dollari a livello mondiale per considerarsi pienamente redditizio, una cifra realistica considerando il richiamo di Nolan e le recensioni positive ottenute dal film. A questo si aggiungono i ricavi legati a merchandising e indotto culturale, elementi che negli ultimi anni contano sempre di più nel bilancio complessivo di un blockbuster. 

Come sta il cinema americano -

  Il contesto in cui arriva "Odissea" resta complesso. Il mercato delle sale negli Stati Uniti non ha ancora recuperato pienamente i livelli pre-pandemici, nonostante una produzione cinematografica che continua a essere molto alta. Gli incassi complessivi del box office oscillano ancora, con una ripresa disomogenea tra territori e generi.

Solo due anni fa, un altro maestro del cinema aveva provato la stessa scommessa: Francis Ford Coppola, con "Megalopolis", aveva investito 120 milioni di dollari di tasca propria per realizzare un kolossal ambientato in una Roma antica e distopica insieme, con un cast di grande richiamo che includeva Adam Driver, Shia LaBeouf e Aubrey Plaza. Il risultato è stato uno dei flop più clamorosi della storia recente: appena 14 milioni di dollari incassati nel mondo. Un regista di culto e un cast stellare non sono ingredienti sufficienti a garantire il successo di un kolossal. Serve una visione capace di parlare al grande pubblico, non solo alla critica, e un'esperienza che giustifichi il prezzo del biglietto. Dove Coppola ha inseguito un'opera personale e visionaria, faticando a trovare un pubblico, Nolan ha costruito un evento pensato per la sala fin dal primo giorno di riprese, puntando su un formato tecnico irripetibile e su una storia che emoziona da secoli e tocca le corde più profonde dell'animo umano.

Cosa può significare per il cinema mondiale -

  Il successo di "Odissea" può essere letto come una risposta concreta alla narrazione secondo cui il covid e lo streaming avrebbero segnato la fine del cinema in sala. I numeri raccontano piuttosto un'industria in trasformazione, non morta: la produzione resta alta, i consumi si sono fatti più frammentati (questo è innegabile), ma i grandi eventi cinematografici continuano a dimostrare una capacità di attrazione che lo schermo di casa non riesce a replicare. La combinazione di regia di pregio, cast di peso, formato spettacolare grazie alla pellicola Imax e plot riconoscibile e forte ha creato un evento mediatico prima ancora che un film.

Non è un caso che a funzionare sia proprio un adattamento di Omero: lo studioso Jonathan Gottschall, ne "L'istinto di narrare" lo ha spiegato molto bene: il bisogno umano di raccontare e ascoltare storie è radicato nel cervello quanto la fame o il sonno, ed è proprio questo bisogno primordiale che un evento come "Odissea" riesce a intercettare, riportando in sala un pubblico che le piattaforme, da sole e con storie spesso schiacciate sulla contemporaneità, non erano riuscite a trattenere.

Non è il cinema in generale a essere in discussione, ma il cinema qualunquista e sciatto: quando un titolo riesce a diventare esperienza collettiva e irripetibile, la sala torna a vincere la sfida con il divano di casa. Niente di nuovo, in fondo, ma la stessa formula che l'epica tramandata oralmente usava nella notte dei tempi per tenere insieme intere civiltà.

Ti potrebbe interessare