
Giorgia Meloni sui disordini di Bologna: "Morte di Fakir è inaccettabile, ma nulla giustifica la violenza contro gli agenti"
La premier chiede accertamenti rigorosi sulle eventuali responsabilità per il decesso di Abderrahim Fakir

"Quanto accaduto a Bologna è inaccettabile. Sul decesso di Abderrahim Fakir è doveroso che vengano accertate eventuali responsabilità con il massimo rigore. La verità va ricercata fino in fondo, senza pregiudizi e senza sconti per nessuno. Ma nulla può giustificare la violenza contro le Forze dell'Ordine". È quanto ha scritto sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo dopo gli scontri avvenuti durante la manifestazione per la morte del 49enne. La premier ha poi puntato il dito contro chi ha trasformato la protesta in violenza. "Chi ha scelto di usare questa vicenda come pretesto per mettere a ferro e fuoco la città, aggredire gli agenti e seminare violenza, mettendo a rischio anche l'incolumità di cittadini del tutto estranei ai disordini, non cercava la verità: cercava lo scontro", ha affermato.
"No all'odio" -
Meloni ha infine messo in guardia dal rischio di alimentare tensioni nei confronti delle forze di polizia. "Alimentare un clima di odio e di delegittimazione verso un intero Corpo dello Stato è un atto di grave irresponsabilità. Trasformare migliaia di donne e uomini in divisa in un bersaglio significa colpire chi ogni giorno serve l'Italia con professionalità, sacrificio e coraggio", ha concluso.
Il sindaco Lepore: "A Bologna due piazze" -
"Ieri Bologna ha visto due piazze. Piazza Nettuno rappresenta Bologna. C'erano migliaia di persone che si sono incontrate pacificamente e spontaneamente, per esprimere la loro vicinanza alla famiglia di Abderrahim Fakir. Piazza Roosevelt e gli scontri, invece, non rappresentano Bologna. Chi pensa di rispondere alla violenza con la violenza si chiama fuori dallo stato di diritto. E dunque si chiama fuori dalla nostra comunità democratica". Lo scrive, in una lettera aperta alla città, il sindaco Matteo Lepore dopo gli scontri di ieri sera.
Il ministro Nordio: "Agli agenti scudo processuale" -
"L'espressione 'scudo penale' è assolutamente impropria perché lascia intendere una sorta di immunità, che in realtà non esiste. Al massimo si potrebbe parlare di scudo processuale". Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio intervenendo a margine di un evento a Roma.
Questura: "64 feriti tra gli agenti" -
Secondo la Procura di Bologna negli scontri a Bologna tra gli operatori delle forze dell'ordine sono risultati feriti in 64, con prognosi dai 3 ai 35 giorni. Risultano danneggiati sei mezzi della Polizia di Stato. Gli ulteriori danni sono stati realizzati nelle vie centrali della città, adiacenti a Piazza Maggiore dove è partita la manifestazione.
L'avvocato degli agenti: "Sono sconvolti" -
I due poliziotti "mi hanno raccontato quello che è stato il modo di operare in questa situazione e mi hanno rappresentato, attraverso i loro occhi, il dolore per la tragedia alla quale hanno presenziato: la morte di un uomo". Lo spiega l'avvocato Gabriele Bordoni, che assiste i due agenti del commissariato Bolognina Pontevecchio coinvolti nel fascicolo sulla morte di Abderrahim Fakir. "Ovviamente sono due ragazzi molto giovani e sensibili e la morte di una persona è qualcosa che ti lascia ovviamente sconvolto. E tali sono", aggiunge il legale.
Presidente 118: "Con un medico poteva salvarsi" -
Con l'arrivo tempestivo sul posto di un medico del 118, "con grande probabilità Abderrahim Fakir si sarebbe potuto salvare: a fronte di un forte stato di agitazione psicomotoria, il medico avrebbe infatti potuto sedare il soggetto, a sua stessa tutela e impedendo conseguenze più gravi". Lo spiega il presidente della Società italiana sistema 118 Mario Balzanelli, sottolineando anche come sia stata del tutto "sbagliata la manovra effettuata dai poliziotti di contenimento del soggetto in posizione prona con viso e torace schiacciati a terra. Non è mai indicata è può essere letale: riduce la circolazione d'aria nei polmoni".